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“In tutte le redazioni le prove da professionista si scrivono a quattro mani”

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Paolo Gianlorenzo

Paolo Gianlorenzo

Viviana Tartaglini

Viviana Tartaglini

Viterbo – (sil.co.) –  “Succede in tutte le redazioni che le prove per l’esame da giornalista professionista si scrivano a quattro mani”. Così l’ex direttore dell’Opinione di Viterbo, Paolo Gianlorenzo, sentito come teste della difesa al processo al suo ex braccio destro, Viviana Tartaglini, accusata di avere superato l’esame con una delle prove, fatta scrivere a un redattore la sera prima, avendo saputo in anticipo il titolo della traccia.

E’ il processo all’ex segretaria di redazione in carriera, diventata in un battibaleno giornalista professionista, ai tempi in cui Paolo Gianlorenzo dirigeva Nuovo Viterbo Oggi e l’Opinione di Viterbo.

Col trucco, secondo il pm Massimiliano Siddi. Alla sbarra Viviana Tartaglini, che secondo la procura il 18 gennaio 2011, avendo saputo in anticipo il titolo, alla prova scritta dell’esame di stato avrebbe copiato un articolo su Valentino Rossi, commissionato il giorno prima a un ignaro redattore sportivo dell’Opinione di Viterbo.

E’ uno dei filoni della maxi inchiesta “Vinitaly-Macchina del fango”, sfociata nel processo a 8 imputati, tra i quali Gianlorenzo e l’ex assessora regionale all’agricoltura Angela Birindelli.

La Tartaglini è accusata di rivelazione e utilizzazione di segreti d’ufficio e abuso d’ufficio.

“Mi chiese di inviarle per e-mail un articolo di massimo 2800 battute, dettandomi parola per parola il titolo. Mi sono insospettito quando è venuta a festeggiare in redazione il superamento dello scritto. Allora ho guardato sul sito dell’Ordine dei giornalisti e ho scoperto che quel titolo era una delle tracce d’esame”, ha spiegato in aula Glauco Antoniacci, che subito avrebbe espresso i suoi dubbi ai colleghi redattori Roberto Pomi e Daniele Camilli.

Ieri è stata la volta di Gianlorenzo. “Era stata bocciata al primo tentativo, perché non aveva ascoltato i consigli – ha raccontato -. Per il secondo tentativo, io le ho fatto una lista di tracce possibili, di cronaca nera, bianca, costume e sport. Ho indovinato due tracce, tra cui quella sul cambio di scuderia di Valentino Rossi. Lei se l’era preparata a quattro mani con Antoniacci, seduti allo stesso computer. Poi, andando a Roma, la sera prima dell’esame, si era scordata di portarsi la prova e ha chiesto al collega, il nostro giornalista di punta dello sport, di mandargliela per e-mail. Tutto qui”.

Non l’ha presa bene il pm Siddi: “Uno dei due, Gianlorenzo o Antoniacci, ha detto il falso. Per cui chiedo un confronto”. Il collegio, per ora, si è riservato.

“La redazione è una famiglia – ha detto Gianlorenzo –si condivide tutto, ci si aiuta, quando un collega deve fare l’esame per diventare professionista tutti danno una mano, ognuno nel suo settore, è normale. L’esame è duro. Sono tre le prove scritte: l’articolo, la sintesi e il quiz. Poi la tesina e l’orale.

Impossibile avere prima le tracce. La commissione, tra l’altro, è presieduta da un magistrato. Quando la Tartaglini è stata bocciata c’era la giudice Franca Marinelli, quando è stata promossa il giudice Romano, entrambi di Viterbo“.

Un’insinuazione l’allusione al magistrato viterbese, secondo il pm Siddi: “Sono 16 i membri della commissione e, oltre al magistrato, c’è una pletora di giornalisti”.

Critica la presidente Mattei nei confronti del difensore Franco Taurchini, che ha citato gli altri testi della difesa solo a ridosso dell’udienza, troppo tardi, per cui non sono venuti: “Per la prossima volta, si attrezzi prima”.

Si torna in aula il 17 luglio.


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