Montefiascone – (sil.co) – E’ ripreso davanti al giudice Giacomo Autizi il processo all’imprenditore che nell’estate 2012 avrebbe minacciato un operaio rimasto vittima di un infortunio sul lavoro in un cantiere edile di Montefiascone ancora privo delle necessarie autorizzazioni: “Se denunci l’infortunio sul lavoro, ti getto dalla finestra dell’ospedale”.
L’operaio si è costituito parte civile con l’avvocato Guido Conticelli. Nel frattempo sembrerebbe aggravarsi la posizione dell’imputato, assistito dall’avvocato Walter Pella.
L’incidente sarebbe avvenuto il 17 giugno di sei anni fa, mentre i lavori sarebbero dovuti partire il 12 luglio 2012, ovvero circa un mese dopo. L’operaio sarebbe stato portato al pronto soccorso a bordo di un furgone e scaricato davanti al pronto soccorso dell’ospedale con l’intimazione che non avrebbe dovuto dire di essersi ferito in un cantiere edile, ma di essere rimasto vittima di un incidente domestico.
Siccome le lesioni riportate si sarebbero rivelate più gravi di quanto supposto in un primo momento, l’operaio sarebbe rimasto a lungo ricoverato in ospedale, e poi allettato a casa, dove avrebbe ricevuto una sequela di telefonate e messaggini che lo avrebbero spaventato a morte.
Del tenore “Vengo a casa tua e ti ammazzo sul letto”, “Adesso vedrai cosa ti faccio”, “Hai un incidente e dici che sei caduto nel cantiere, sei un bugiardo e un ladro, adesso vedrai”.
Era il 31 agosto 2012 quando una pattuglia della squadra volante della questura si è precipitata nell’abitazione della presunta vittima.
“Siamo corsi da lui e lo abbiamo trovato bloccato a letto che ci raccontava delle ripetute minacce telefoniche, mostrandoci anche l’sms – ha raccontato in aula un ispettore di polizia – abbiamo raccolto la denuncia, poi ci sono stati ulteriori riscontri”.
A processo, oltre al titolare della ditta, indagato anche per lesioni, violenza privata e minacce, sono finiti anche la committente privata, proprietaria dell’area dove sarebbe dovuta sorgere un fabbricato, e un geometra, per violazioni varie della normativa sulla sicurezza nei posti di lavoro.
Proprio il geometra, direttore dei lavori e responsabile della sicurezza, accusato del mancato coordinamento dei lavori, ha spiegato come il cantiere fosse stato aperto senza le necessarie autorizzazioni. “Avevo fatto l’ultimo sopralluogo il 16 maggio, avvisando che i documenti sarebbero stati pronti i primi di luglio e che fino a quel momento non sarebbero potuti partire i lavori. I primi di luglio, come previsto, li ho consegnati alla ditta e alla committente”, ha detto.
Il professionista, difeso dall’avvocato Angelo Di Silvio, avrebbe saputo solo quando ha ricevuto l’avviso di garanzia che sul posto c’era stato un infortunio sul lavoro e che non era stato denunciato. Lo stesso la committente privata, difesa dagli avvocati Roberto e Francesco Massatani, che hanno nominato una perita grafologa di parte, la dottoressa Tiziana Agnitelli, per verificare alcune firme che sarebbero state apposte dalla donna in calce alle false autorizzazioni all’apertura del cantiere.
“Non sono dell’imputata, le sue firme sono molto più corte rispetto a quelle esaminate”, ha detto la consulente Agnitelli, che ha comparato le firme presenti sulla notifica preliminare e la comunicazione di avvio lavori ad altre 17 firme della donna, vergate su documenti ufficiali tra il 2007 e il 2014, nonché a un saggio grafico eseguito davanti a lei.
Si torna in aula il 15 ottobre.
