Roma – “Occorre rifondare la politica agricola laziale, superando problematiche ‘strutturali’ che si trascinano da tempo e ponendo il settore primario strategicamente al centro dello sviluppo, dell’economia, del territorio, della sostenibilità”.
Lo ha sottolineato il presidente di Confagricoltura Lazio Sergio Ricotta, intervenendo al Tavolo verde presieduto dall’assessore Agricoltura, Ambiente e Risorse Naturali della Regione Lazio, Enrica Onorati.
“Alla regione abbiamo chiesto – ha sottolineato il rappresentante di Confagricoltura – una reale strategia di sistema per uno sviluppo strutturale che finora è mancato. In primo luogo occorre una riforma della direzione regionale agricoltura dell’assessorato, che punti sulla programmazione degli interventi e che vada al di là del Psr, che è uno strumento in un quadro più ampio. Occorrono interventi immediati di ampio respiro, che non si fermino ai problemi contingenti.
Va riformata anche Arsial – ha detto – che dovrà assumere sempre più il ruolo di struttura dedicata allo sviluppo e all’innovazione del settore agricolo e agroalimentare.
E’ necessaria un’azione di politica agricola di alto profilo – ha proseguito Sergio Ricotta – che investa totalmente la ricerca, i servizi assicurativi, la logistica, la distribuzione, la promozione. Le imprese agricole richiedono la risoluzione di asset strategici che sono mancati, come quelli dell’approvazione del piano di assetto dei parchi e di Natura 2000, che riconosca finalmente il ruolo delle imprese agricole nella gestione del territorio, dell’habitat, del paesaggio; delle competenze sui terreni agricoli pubblici, creando da subito non un mero elenco di superfici da dismettere ma una reale ‘banca della terra’ regionale”; dei programmi di informazione, comunicazione e promozione dei prodotti agricoli laziali che richiedono un approccio innovativo; della finalizzazione e dell’erogazione tempestiva delle risorse del Psr; della riclassificazione delle aree boscate che rischiano di essere escluse dai fondi comunitari se non si dà tempestivamente una nuova interpretazione di prato permanente.
Dal nuovo ‘parlamento’ e ‘governo’ della Regione – conclude – ci attendiamo un cambio di passo, che proietti il sistema agricolo nei nuovi scenari dell’agricoltura 4.0 e di precisione, delle filiere raccordate e intelligenti, dell’aggregazione dell’offerta, della valorizzazione contestuale dei territori e dell’export. I consiglieri regionali sono chiamati ad agire con nuove responsabilità e volontà di cambiamento”.
