Castiglione in Teverina – Se la potrebbe cavare con un affidamento ai servizi sociali il 54enne finito a processo per aver minacciato, pistola in pugno, di uccidere un cane e la sua padrona. Il 18 maggio scorso il giudice Gaetano Mautone gli ha concesso la messa alla prova, e qualora dovesse concludersi positivamente l’uomo potrebbe essere prosciolto per estensione del reato.
I fatti sono avvenuti a Castiglione in Teverina verso le 21,30 di una sera di metà settembre del 2015. “Non so cosa gli sia preso – ha raccontato in aula la vittima, oggi 23enne -. Ma all’improvviso me lo sono trovato davanti e ha iniziato a inveire contro me e il mio cane, minacciandoci di morte. Ci ha teso un agguato nascosto dietro un furgoncino, poi se ne è andato. Ma poco dopo è tornato con una pistola, urlando che avrebbe sparato a entrambi”. Il 54enne è stato denunciato a piede libero per minacce e porto abusivo d’arma da fuoco.
In soccorso alla giovane e al cane sono intervenuti una vigilessa e i carabinieri di Castiglione in Teverina, che sarebbero stati allertati da alcuni passanti che avrebbero visto l’imputato passare davanti al bar del paese scarrellando l’arma che aveva in mano. Sarebbe stato su tutte le furie. “Urlava che il mio cane andava a fare i bisogni nel terreno del fratello, ma non è mai successo – ha continuato la giovane -. Oltretutto è buonissimo. È una femmina incrociata con la razza boxer. Affettuosissima con tutti, che sta sempre a contatto con i bambini. Sono ancora terrorizzata, e non mi spiego il perché di un’aggressione così feroce”.
