Orte – Il giorno dopo la bomba d’acqua di mercoledì pomeriggio, gli ortani si ritrovano in mezzo alla strada armati di pala e stivali. Strade, scantinati, rimesse, negozi, la stazione ferroviaria e anche i locali parrocchiali hanno subito danni importanti, tali da richiedere diverse ore d’intervento semplicemente per rimuovere l’incredibile ammasso di acqua e fango che ha sommerso alcune zone del centro abitato.
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Il giorno dopo il nubifragio, i commenti dei cittadini sono unanimi: “Mai visto un temporale così forte”. La pioggia è caduta con una veemenza tale da ostruire in poco tempo i canali di scolo dell’acqua, che in alcuni passaggi sono intubati sotto le abitazioni, e così il fiume di melma e detriti si è fatto strada dalla cima della collina a cielo aperto, arrivando fino alle case.
Uno dei testimoni più diretti dell’accaduto è il parroco di Orte Scalo, don Giuseppe Aquilanti, che deve fare i conti con diverse problematiche. Proprio davanti alla chiesa, infatti, la fognatura è esplosa, spaccando completamente l’asfalto della strada e producendo getti d’acqua alti più di un metro. Per ripulire la scalinata d’accesso della cattedrale ci sono volute le ruspe.
“La forza dell’acqua – racconta il sacerdote – è stata tale che, dopo l’esplosione delle fognature, è arrivato ad allagarsi addirittura il bagno al terzo piano dell’auditorium parrocchiale. Non si vedeva dall’altro lato della strada per quanta pioggia cadeva, era impossibile anche solo camminare. I vigili del fuoco hanno dovuto soccorrere un signore che ha provato a passare con un’Ape, ma è rimasto bloccato nel punto dove l’acqua era più profonda”.
Gravi disagi anche alla stazione ferroviaria, dove un passeggero rivive il suo momento di paura: “Sono arrivato alla stazione proprio nel momento in cui è iniziato il temporale. Pioveva così forte che non si riusciva nemmeno a scendere dal treno, i binari erano completamente allagati. E poi vento, tuoni e lampi. E’ stata una vera apocalisse di acqua, fango e vento”.
Negli scantinati di un palazzo l’acqua è arrivata a contatto con una cabina energetica dell’Enel, che è andata in tilt, lasciando senza corrente una zona di Orte Scalo. In un altro seminterrato, l’allagamento è stato tanto potente da sfondare le pareti divisorie delle cantine, trascinando con sé tutto quello che trovava.
Diffuso, com’è comprensibile, il malcontento tra i cittadini colpiti dalle esondazioni. Oltre a chi si limita a imprecare per la malasorte, c’è anche chi contesta una scarsa manutenzione dei sistemi di sicurezza idrica.
“In cima alla collina di Orte Scalo – spiega un abitante della zona – ci sono dei canali di scolo, che servono a convogliare l’acqua piovana in maniera sicura verso il Tevere. Siccome non vengono puliti mai, col passare degli anni sono stati ostruiti da terra, erba, tronchi e altri detriti. Ed è così che, quando arriva il temporale più forte del solito, le fognature saltano e noi ci ritroviamo le case costruite coi sacrifici di una vita invase dalla melma”.
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