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Maxirissa di capodanno a Mammagialla, slitta il processo a 36 detenuti

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Viterbo - Tribunale

Tribunale – Il processo davanti al giudice Massini

 

Viterbo - Il carcere di Mammagialla

Mammagialla – La maxirissa è esplosa a capodanno di quattro anni fa

Viterbo – Maxirissa di capodanno a Mammagialla, slitta di altri cinque mesi il processo ai 36 detenuti italiani e romeni che quattro anni fa, dietro le sbarre, si sono azzuffati a colpi di coltello. Causa del rinvio, la due giorni di astensione degli avvocati penalisti, in sciopero per la riforma penitenziaria.

I 36 imputati, a vario titolo, sono accusati di rissa e lesioni aggravate in concorso per l’inaudita esplosione di violenza avvenuta verso le ore 14 del primo gennaio 2014 all’interno della casa circondariale di Viterbo. 

I disordini sono scoppiati nell’area riservata alla socializzazione del reparto penale D2. Dove solo grazie al pronto intervento della polizia penitenziaria la maxirissa non è finita in tragedia. 

Il bilancio di quello che fin dal primo momento apparve come uno scontro tra bande rivali – una di italiani, l’altra di romeni – fu di 12 feriti a coltellate, tra i quali uno degli agenti intervenuti, trasferiti a Belcolle a scaglioni, a bordo di altrettante ambulanze, il cui passaggio a sirene spiegate tra la Teverina e la Sammartinese non passò inosservato. 

Il grosso delle vittime se la cavò con una medicazione da parte dei sanitari del pronto soccorso. In sei furono dimessi subito. I tre feriti più gravi, invece, furono ricoverati in ospedale in codice rosso. Alla fine il bilancio furono prognosi tra i dieci e i venti giorni. 

All’interno del carcere di Mammagialla si sarebbero fronteggiati una decina di italiani e una ventina di romeni. Un episodio che fece insorgere i sindacati degli agenti, i quali chiesero l’intervento del Dipartimento per l’amministrazione penitenziaria. 

Sui motivi, l’ipotesi più accreditata, sarebbe quella del regolamento di conti tra due diversi gruppi di detenuti. Ma gli interrogatori degli indagati non hanno chiarito granché. Un episodio di difficile ricostruzione non solo per la scarsa collaborazione con gli inquirenti, ma anche per la cronica carenza di polizia penitenziaria. Gli agenti, quel giorno, il giorno di Capodanno, erano presenti a ranghi ancor più ridotti del solito: per bloccare i detenuti fu necessario chiudere la sala e aspettare i rinforzi. Gli unici testimoni del fatto sono i partecipanti alla rissa.

L’udienza di ammissione prove è stata rinviata ieri per la seconda volta (la prima fu lo scorso 20 novembre), a causa della concomitanza con la due giorni di astensione degli avvocati penalisti. In sciopero per la riforma penitenziaria. Il processo è slittato quindi al prossimo 12 ottobre. A quasi cinque anni dalla maxirissa.

Silvana Cortignani


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