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Ronciglione – Nasconde il cadavere della sorella nel congelatore, a 85 anni finisce a processo davanti alla corte d’assise. Prima udienza il prossimo 24 settembre nell’aula 7 del palagiustizia di Viterbo.
L’imputato è Ivo Bramante, rinviato a giudizio dal gup Savina Poli con le gravi accuse di avere provocato la morte della donna in conseguenza di un altro reato, nella fattispecie l’abbandono di incapace, nonché di occultamento di cadavere e di truffa ai danni dello stato.
L’anziano avrebbe continuato a intascare la pensione della sorella 79enne, invalida a causa della cecità, dopo averla lasciata morire di stenti, nascondendola nel congelatore di casa.
Ma per i difensori Marco Marcucci e Matteo Moriggi l’imputato potrebbe non essere in grado di stare in giudizio, a causa delle sue condizioni fisiche e mentali. Per questo hanno chiesto al gip Poli una perizia, che è stata però rigettata, in quanto l’anziano è stato in grado di nominare una difesa di fiducia.
Il macabro ritrovamento del corpo senza vita di Rossana Bramante, completamente avvolto dal ghiaccio all’interno di un congelatore a pozzetto nel garage della casa al civico 2 di via dell’Ospedale consorziale a Ronciglione dove la coppia si era trasferita da Castelnuovo di Porto, in provincia di Roma, risale al 28 febbraio 2016.
“Abbiamo chiesto un accertamento sulla capacità di partecipare coscientemente al processo, dal momento che già la perizia disposta due anni dal pm ha evidenziato problematiche psichiche, sicuramente ingravescenti data l’età, così come quelle fisiche”, spiega l’avvocato Moriggi.
A scoprire il cadavere è stata un’avvocatessa che si era recata nell’abitazione per fare l’inventario dei beni di Ivo, nel frattempo ricoverato presso una casa di riposo a causa dei suoi problemi di salute.
L’anziano, affidato a un amministratore di sostegno, dopo il rinvenimento della sorella, fu trasferito presso Villa Serena a Montefiascone, quindi a Belcolle perché rifiutava i farmaci e poi a Villa Rosa, in seguito alla diagnosi di un dottore di medicina d’urgenza dell’ospedale che in fondo al referto ha messo nero su bianco che “la patologia predominante è psichiatrica”, mentre per gli psichiatri del Dsm di Montefiascone si sarebbe trattato di un paziente non psichiatrico, ma neurologico. Un percorso travagliato, in quanto, l’anziano, strada facendo, per via della sua aggressività, è stato rifiutato da una quindicina di case di riposo.
“I problemi psichiatrici sono pacifici. La perizia del pm dice che per parte del periodo e parte dei reati Bramante non è imputabile. Ma non è stato chiesto al consulente se sia in grado di stare in giudizio coscientemente. Il rischio, enorme, è di fare un processo a un imputato che non capisce, ricoverato in clinica e con un amministratore di sostegno”, prosegue il difensore. Pur chiedendo il rinvio a giudizio, neanche il pm Franco Pacifici si è opposto alla richiesta dell’accertamento.
In base all’autopsia, eseguita dal professor Sergio Bolino della Sapienza (noto per essere stato il perito nel processo di Stefano Cucchi e per aver fatto parte dell’equipe dell’accertamento su Pino Daniele), la sorella è morta di morte naturale. Ma l’esame ha evidenziato come il suo corpo fosse ridotto a pelle e ossa e coperto da piaghe da decubito, evidente segno di abbandono. Il cadavere, inoltre, sarebbe rimasto nel ghiaccio per almeno un anno, durante il quale l’Inps avrebbe continuato a erogare la pensione al fratello, che aveva la delega.
Una volta stimato pittore, Ivo Bramante, ha una figlia, che però risiede a Miami, in Florida, negli Stati Uniti. Fratello e sorella, figli di coloni italiani, sono nati in Libia nel pieno del Ventennio, nel 1934 lui e nel 1937 lei. In Italia non avrebbero avuto parenti o amici, tanto che al funerale della 79enne, nella cattedrale di Ronciglione, non era presente nessuno, a parte la stampa.
Nell’abitazione di Ivo e Rossana furono trovati decine di quadri dipinti dall’84enne, nonostante l’età ancora dotato di tratto fine. Tele di notevole pregio, a detta degli esperti, tra cui splendide riproduzioni di opere del Modigliani
“Oltre al profilo dell’imputabilità – conclude la difesa – c’è anche il profilo della capacità di prendersi cura di sè. Come può essere accusato di non essersi curato della sorella, uno che non è in grado nemmeno di prendersi cura di sè?”. Durante le indagini gli avvocati Moriggi e Marcucci avevano chiesto una perizia psichiatrica nella forma dell’incidente probatorio per cristallizzare lo stato di salute mentale dell’unico indagato alla presenza di tutte le parti interessate. Ma anche quella richiesta fu rigettata.
Non resta che attendere il processo.
Silvana Cortignani


