Vetralla – (a.c) – Colpo di scena in un processo per violazione degli obblighi di assistenza tra due ex coniugi di Vetralla. La difesa, dopo aver ascoltato la testimonianza di una donna che accusava l’ex marito di non aver versato gli assegni di mantenimento, ha presentato la movimentazione bancaria dell’imputato, nella quale veniva certificata la regolare emissione dei bonifici mensili a favore della moglie e dei due figli minorenni.
Una deposizione piuttosto confusa, quella della donna, che tra esitazioni e “non ricordo” ha costretto il pm a chiedere più volte maggiore chiarezza sui fatti contestati all’imputato. La separazione, ufficializzata nel marzo 2014, aveva prodotto un obbligo di assistenza a carico dell’uomo quantificato in 800 euro mensili, suddivisi in 400 euro per la moglie e 200 euro per ciascun figlio.
La donna ha affermato di aver ritirato le querele nel gennaio 2017, a seguito di un accordo bonario, e di non ricordare con esattezza per quanti mesi l’ex marito sarebbe venuto meno ai suoi doveri. Inoltre, sempre stando alla testimonianza della donna, l’accordo si era reso inevitabile perché l’imputato presentava continuamente certificati di licenziamento per dimostrare la sua impossibilità a versare gli assegni. Alla fine la contestazione del reato da parte della vittima si è ridotta a un periodo compreso tra aprile e maggio 2014.
Parola alla difesa, e lì è scattato il coup de theatre. L’avvocato Cenni, infatti, ha presentato una lista dei movimenti bancari dell’imputato, in cui erano evidenziati i bonifici effettuati a favore dell’ex moglie: 800 euro versati regolarmente tutti i mesi. La donna, a quel punto, ha ribattuto di non mettere in dubbio i documenti presentati, ma di non aver comunque mai ricevuto il denaro sul proprio conto corrente.
Un corto circuito tra banche, oppure qualcuno non l’ha raccontata tutta? Sarà il giudice Mautone a stabilirlo il prossimo 16 ottobre, quando ascolterà la versione dell’imputato per la discussione finale.
