Viterbo – “Un grande figlio d’Italia ucciso dalla mafia 40 anni fa”. Peppino Impastato.
Fotogallery: La commemorazione di Peppino Impastato
Così l’ha ricordato Maria Immordino dell’associazione Solidarietà cittadina che oggi pomeriggio ha voluto ricordare il quarantesimo anniversario dell’uccisione del giornalista e attivista di Democrazia Proletaria, fondatore e animatore di radio Aut.
Una vita di denuncia contro le attività di Cosa Nostra. Assassinato dal clan di Gaetano Badalamenti il 9 maggio 1978. Lo stesso giorno in cui a Roma, in via Caetani, venne ritrovato il corpo senza vita del presidente della Democrazia Cristiana Aldo Moro, ucciso invece dalle Brigate Rosse.
La commemorazione di Impastato si è svolta oggi pomeriggio al parco Robinson di via Alessandro Volta a Viterbo. Parco che gli è stato dedicato nel 2013 su proposta del consigliere comunale Christian Scorsi.
“Peppino continua a parlare anche oggi – ha detto Immordino -, e lo fa attraverso le tante radio Aut nate in questi anni in tutta Italia. Radio gestite da ragazzi che informano le persone e fanno inchiesta. Radio Siano a Ercolano, Corto circuito in Emilia Romagna, Mtr a Palermo. Nessuno di loro molla. Sono la voce di Peppino che dice ancora: ‘non dormite, ribellatevi'”.
“È nostro dovere non dimenticare – ha poi aggiunto Franco Marinelli di Solidarietà cittadina -, è nostro dovere far conoscere ai giovani quanto la ‘cultura’ mafiosa continui a esistere e sia radicata in tutto il Paese, non solo in Sicilia. Ed è necessario che le nuove generazioni ne prendano coscienza e assumano la legalità e la giustizia come valori irrinunciabili, come fu per Peppino Impastato”.
Assieme alla Immordino anche il sindaco della città Leonardo Michelini, Scorsi stesso, Mario Brutti della fondazione Carivit e la IV AU del liceo per le scienze umane dell’istituto superiore Santa Rosa accompagnati dalla professoressa Valentina Sega, Iacopo Menghini, Rayssa Scoscina, Martina Sanetti, Matilde De Fondo, Caterina Saveri, Aurora Torromacco e Simona Virdieri che hanno letto alcune frasi tratte dal film “I 100 passi” di Marco Tullio Giordana e dalla canzone dei Modena City Ramblers, entrambi dedicati a Peppino Impastato.
“Quella di Impastato – ha sottolineato il sindaco Michelini – è stata una vita sacrificata per la libertà, la democrazia e la lotta contro il potere criminale della mafia. Valori che devono essere custoditi ogni giorno con un’incessante azione di educazione civica. Perché il potere criminale, oltre a utilizzare la paura e la morte come strumento per opprimere, ha tutto l’interesse che non vi siano conoscenza, confronto e informazione, per ridurre tutto al silenzio”.
Al termine della commemorazione due mazzi di fiori sono stati lasciati all’ingresso del parco dove 5 anni fa venne messa la targa in ricordo di Impastato.
Daniele Camilli




