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Troppo pericolosa per restare in Italia, chiesta l’espulsione di Janina Vasilescu

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Janina Vasilescu

Janina Vasilescu

Soriano nel Cimino – (sil.co.) – Troppo pericolosa per restare in Italia, chiesta l’espulsione di Janina Vasilescu. E’ la quarantenne pluripregiudicata d’origine romena condannata lo sorso 10 ottobre a sette anni e 8 mesi in primo grado per avere sedotto e ricattato un settantenne di Soriano nel Cimino.

Una sentenza non definitiva contro la quale la donna ha presentato appello, in attesa che si concludano altri processi in cui è imputata, tra i quali per l’aggressione di due anziani a Vetralla e per l’arresto di sei anni fa nell’operazione Drago.

Il particolare del trasferimento della Vasilescu al centro di Ponte Galeria, a Roma, è emerso giovedì mattina in occasione dell’ennesimo processo in cui è imputata con il compagno, rinviato dal giudice Giacomo Autizi a causa della due giorni di astensione dei penalisti, in sciopero per la riforma penitenziaria.

Il 19 ottobre scorso, con lei è stato condannato, a sette anni e dieci mesi, il compagno italiano Django Barberio, di 48 anni. Quindici anni in due alla coppia che, tra la fine del 2013 e il novembre 2014, sarebbe riuscita a scucire oltre 13mila euro alla vittima.

Entrata e uscita più volte da prigione, in attesa della sentenza per la vicenda del pensionato di Soriano, la Vasilescu si è fatta nel frattempo nuovamente arrestare, il 13 giugno 2017, per avere aggredito due anziani di Vetralla, fratello e sorella, e per aver minacciato di ucciderli e dargli fuoco alla casa. Finita prima nel carcere femminile di Civitavecchia e poi a Rebibbia,  a distanza di quasi un anno la donna è stata adesso trasferita al centro di identificazione ed espulsione di Ponte Galeria, a Roma, in attesa che venga accertato se sia così tanto socialmente pericolosa da essere espulsa dall’Italia. 

La Vasilescu è salita per la prima volta agli onori della cronaca il 28 maggio 2012, quando fu arrestata col compagno nell’ambito dell’operazione Drago – 40 ordinanze di custodia cautelare per droga, estorsioni e traffico di anabolizzanti – fatti per cui è ancora in attesa di giudizio. L’episodio più grave che la riguarda è la presunta violenza sessuale di Barberio su un’altra romena costretta a prostituirsi alla quale lei avrebbe assistito, senza fare niente per fermarlo.

Molteplici i precedenti e i carichi pendenti sul capo della coppia, nota agli inquirenti e agli investigatori viterbesi in particolare per gli innumerevoli reati contro il patrimonio. Tra le condanne, una per un furto commesso in un negozio di borse di Vetralla, dove, distraendo la commessa, sarebbero riusciti a rubarle il portafoglio. Subito individuati dalla vittima, grazie al cui allarme furono arrestati nel giro di pochi minuti e processati per direttissima. 


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