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Premio Calabrese, tra i premiati Maurizio Sarri e Claudio Lotito

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Sport - Calcio - Claudio Lotito e Fabio Menicacci sul palco del premio Calabrese

Sport – Calcio – Claudio Lotito e Fabio Menicacci sul palco del premio Calabrese

Sport - Calcio - Massimo Marianella sul palco del premio Calabrese

Sport – Calcio – Massimo Marianella sul palco del premio Calabrese

Sport - Calcio - Federico Moccia sul palco del premio Calabrese

Sport – Calcio – Federico Moccia sul palco del premio Calabrese

Sport - Calcio - Piero Camilli sul palco del premio Calabrese

Sport – Calcio – Piero Camilli sul palco del premio Calabrese

Sport - Calcio - Piero Camilli e Claudio Lotito

Sport – Calcio – Piero Camilli e Claudio Lotito

Soriano nel Cimino – Maurizio Sarri batte Massimiliano Allegri. Il ‘campo da gioco’ non è quello della serie A ma il palco allestito a piazza Marconi, teatro all’aperto della settima edizione del premio Calabrese.

Noto giornalista romano e direttore di storiche testate come Il messaggero e La Gazzetta dello sport, Pietro Calabrese è scomparso nel 2010 e dal 2012 l’amico e collega Antonio Agnocchetti lo ricorda ogni anno a Soriano nel Cimino, consegnando una Castagna d’oro alle eccellenze del calcio italiano che più hanno brillato nella stagione appena conclusa.

Sono ben quindici i premiati dell’edizione 2018, tra componenti della Federcalcio, giornalisti, allenatori, presidenti e personalità legate allo sport.

La sfilata è lunga e il grande assente è Maurizio Sarri, ex allenatore del Napoli con più di un piede in Premier league (chissà se sta già prendendo lezioni di inglese). Liquidato da Aurelio De Laurentiis con un semplice tweet (“Ha permesso di regalare alla città e ai tifosi azzurri in tutto il mondo prestigio ed emozioni. Bravo Maurizio”), il tecnico lascia con l’amaro in bocca alcuni soci del Napoli club di Viterbo, protagonisti della vicina trasferta per salutare il loro beniamino.

Assente anche Fabrizio Corsi (al suo posto la figlia Rebecca), il presidente dell’Empoli neopromosso in serie A avrà tempo e modo di salutare il numero uno della Lazio Claudio Lotito, altro vip del mondo pallonaro gratificato con la Castagna per i risultati ottenuti dai biancocelesti, nonostante la scottante esclusione dalla Champions league (i tifosi dell’Inter presenti, compreso il sindaco Fabio Menicacci, se la ridono).

Non mi piace fare dietrologie – ha sottolineato Lotito –. Abbiamo perso, poi recriminare se è giusto o meno è inutile. La Lazio poteva avere posizioni di classifica diverse, è stato riconosciuto da tutti. I fatti sono sotto gli occhi di tutti. L’unico problema con l’Inter è quanto fatto a ridosso della partita. Sapevamo che de Vrij aveva un accordo con l’Inter, ma abbiamo avuto fiducia nella serietà del giocatore nello schierarlo, e fatalità quel giocatore ha fatto degli errori. Le scelte le abbiamo fatte noi, Inzaghi e io. L’Inter avrebbe dovuto evitare di mettere in difficoltà le persone. Se il contratto ce l’hai da gennaio perché dici di averlo depositato a ridosso della partita?“.

Assieme a quest’ultimo ci sono anche Roberto Fabbricini, presidente di Coni servizi e commissario straordinario della Federcalcio e Federico Moccia, scrittore e regista appassionato di sport. Dopo di loro la solita parata di giornalisti: Cristina Caruso (Rai sport), Marco Cherubini (Sportmediaset), Ugo Traini (Il messaggero) e Stefano Chioffi (Corriere dello sport), i telecronisti Massimo Marianella (Sky sport) e Alberto Rimedio (Rai sport), gli inviati di politica Goffredo De Marchis (Repubblica) e Fabrizio Roncone (Corriere della sera) e gli scrittori Giancarlo Dotto e Maurizio Nicita.

Tutti, più o meno, legati al calcio e premiati allo stesso modo, con la tipica statuetta consegnata anche a Elena Sofia Scardina, figlia del giornalista di Rai sport Ignazio Scardina recentemente scomparso. Nel corso della serata ricordati anche Emiliano Morelli e Riccardo Boccialoni, giovane allenatore e dirigente della Polisportiva Monti Cimini.

A conclusione dell’evento la premiazione del torneo di calcio giovanile intitolato a Maurizio Melli dove ad avere la meglio è stata la Viterbese di Piero Camilli. “Sono un presidente di una squadra non piccola, ma che si sta allargando – ha spiegato quest’ultimo –. Speriamo di tornare qui il prossimo anno da una posizione ancora migliore“. Forse l’estate della Viterbese sarà meno tormentata del solito?

Samuele Sansonetti


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