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“Rinnovo porto d’armi, servono tempi certi e definiti”

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Una battuta di caccia

Una battuta di caccia

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Con un volantino della Asl di Viterbo affisso  nella struttura di medicina legale  si è regolamento il rinnovo del porto d’armi dal 14 maggio 2018.

Per una serie di ragioni collegate a sentenze dei Tar veneto con la  sospensione del decreto ministeriale Sanità del 1998 che ne regolava le modalità e una del lazio del 2014  che lo ristabiliva si è tornati alle indicazioni 1998 del disposizione sanitaria che impone procedure  per la sicurezza più accurate. 

Nessuno vuole mettere in discussione la sicurezza e magari autorizzare una persona non idonea al rinnovo del porto d’armi, ma si ritiene che sarebbe stato utile comprendere il contesto in cui andava ad incidere tale disposizione e pianificare una procedura idonea a risolvere la situazione in una modalità pianificata e preventiva alle diverse specificità.

Per memoria il rinnovo del porto di armi non incide solo sul mondo venatorio, ma tocca il mondo del tiro a volo e simili, guardie giurate e in ultimo anche i detentori di armi, magari di lasciti con valori affettivi.

Ora di fronte a queste  casistiche e con necessità diverse tra loro andrebbe proposto un piano operativo che tenesse conto  delle peculiarità che le stesse presentano.

I tempi sono fondamentali nelle prestazioni delle visite in quanto si rischia di far saltare stagioni venatori,e creare delle  criticità gravi anche  nel modo del lavoro dove l’arma fa parte dell’attività.  

Per tutto quanto detto si ritiene necessario che la Asl di Viterbo ponga in essere una procedura unica per i rinnovi con tempi certi e definiti  al fine di fronteggiare i circa 800 rinnovi annui che verranno presentati.

Tempi certi in quanto gli interessati possano pianificare nel migliore dei modi  tale situazione e programmarsi anche i tempi per evitare di usufruire di ferie o altro che si andrebbero aggiungersi ai nuovi costi economici da sostenere non indifferenti.

Si ricorda che per il mondo venatori l’età anagrafica è elevata e la maggior parte vive con pensioni  e stipendi dove già è molto gravoso il costo annuale per tale passione, e non va dimenticato che l’indotto economico che gira intorno a questo mondo e rilevante aiutiamolo a rimanere tale.

Concludendo pur avendo constatato che in altre realtà tale procedura non è applicata e che le persone che hanno richiesto il rinnovo del porto d’armi in questi giorni hanno visto porsi le prime visite tra ottobre e novembre 2018, quasi a fine stagione venatoria considerati anche i tempi per gli accertamenti da parte della questura, con il possibile rischio che qualche certificato possa  scadere, si chiede al direttore generale della Asl di Viterbo un incontro atto a trovare le migliori soluzioni a tale materia utile ma complessa se non ben organizzata.  

Luigi Casarin
Presidente Arci Caccia Viterbo
                                                                                      


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