Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Alcune riflessioni partendo dalla polemica che in questi giorni sta accendendo gli animi, in relazione all’unificazione delle centrali operative Ares 118 di Rieti e Viterbo
Ritengo che, da più parti, la questione venga posta in modo strumentale. Il servizio erogato dal 118 infatti non subirà variazioni per effetto delle novità intervenute.
Concretamente al cittadino viterbese che dovesse inviare una richiesta di soccorso, non cambierà sapere se la sua telefonata verrà raccolta a Viterbo o a Rieti. Quale operatrice sul campo mi sento quindi di tranquillizzare i cittadini sulle loro aspettative future in termini di sicurezza.
Piuttosto credo che invece la riflessione sul mondo della sanità viterbese dovrebbe concentrarsi sulla fine del commissariamento regionale e sulle prospettive che la chiusura di tale fase può aprire anche per il nostro territorio.
Penso ad esempio che la prossima amministrazione comunale di Viterbo, anche attraverso la costituzione di una consulta comunale permanente per il diritto alla salute, che operi come organo consultivo al fine di garantire la comunicazione e l’informazione chiara, concreta e coerente nei confronti dei cittadini in materia di salute e servizi sociosanitari, dovrebbe giocare un protagonismo diretto al fine di contribuire a ridisegnare una sanità territoriale che, in questi anni, ha sofferto la politica dei tagli e che, ora con la fine del commissariamento, ha la necessità di essere ripensata in funzione di quei bisogni e di quelle fragilità che il sistema organizzato sulla sola centralità di Belcolle non è in grado di intercettare.
Serve una visione che punti sulla territorializzazione dell’intervento, servono investimenti, servono risorse umane e professionali, con un piano di assunzioni capaci di superare la piaga del precariato. Serve mettere uno stop alla occupazione politica della sanità viterbese.
La consulta potrebbe essere un luogo di incontro, confronto e collaborazione tra enti, associazioni ed esperti del settore sanitario, oltre che rivestire il ruolo di facilitatore del coordinamento tra le realtà territoriali che a vario titolo si occupano delle problematiche della salute.
Potrebbe inoltre collaborare con il sindaco quale autorità sanitaria cittadina, con proposte e iniziative atte a promuovere programmi di intervento nel campo della tutela della salute dei cittadini.
Il commissariamento si è tradotto in un periodo di tagli e restrizioni ma i sanitari viterbesi di tutte le categorie professionali, non hanno ridotto la loro professionalità, semmai hanno continuato a fare molto con quel poco che rimaneva loro a disposizione, trovando forza proprio nelle motivazioni, che sono il fondamento di chiunque scelga di esercitare una professione sanitaria.
A partire da quelle motivazioni e da quelle professionalità si tratta ora di ripartire, ascoltando il territorio e progettando servizi all’altezza delle domande di salute e di benessere che attraversano il tessuto cittadino.
Simona Lombrici, medico anestesista
candidata alle elezioni comunali del 10 giugno per Area Civica
