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“Siamo stati dei santi, ma non faremo di certo i martiri”

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Viterbo - Giovanni Arena e Gianmaria Santucci

Viterbo – Giovanni Arena e Gianmaria Santucci

Viterbo - La presentazione della lista civica Fondazione

Viterbo – La presentazione della lista civica Fondazione

Viterbo - Sergio Insogna, Giovanni Arena, Gianmaria Santucci e Paolo Barbieri

Viterbo – Sergio Insogna, Giovanni Arena, Gianmaria Santucci e Paolo Barbieri

Viterbo - Antonella Bruni

Viterbo – Antonella Bruni

Viterbo - Giovanni Arena, Gianmaria Santucci e Roberto Talotta

Viterbo – Giovanni Arena, Gianmaria Santucci e Roberto Talotta

Viterbo – È la lista civica dei “santi”. Lista civica Fondazione. Trentadue candidati capeggiati dal consigliere uscente Gianmaria Santucci. Dalla parte del candidato sindaco Giovanni Arena. Ventuno uomini, per il resto donne. Impiegati pubblici, liberi professionisti, imprenditori e un paio di sindacalisti.

Fondazione è stata presentata oggi pomeriggio a Viterbo nella sede della lista civica in via Vicenza, a cavallo tra il centro storico e le zone residenziali della città nate tra gli anni ’60 e i ’90. Del secolo scorso.

“È stato un mese un po’ turbolento – ha esordito subito Santucci -. Siamo stati dei santi, siamo stati zitti, senza fare polemiche. Magari tutti fossero stati come noi. Avremmo trovato subito una soluzione e avremmo cominciato immediatamente la campagna elettorale. Siamo stati dei santi – ha ripetuto il capolista -, ma non faremo di certo i martiri. Da oggi in poi iniziamo a giocare la nostra partita. Per una grande amministrazione. Con un grande sindaco”.

Accanto a Santucci, il candidato sindaco Giovanni Arena. Per tutto il tempo. Vestiti quasi uguali. Scarpe da ginnastica, pantaloni sportivi, giacca e camicia. Senza cravatta. Sullo sfondo logo e colori di Fondazione. Davanti a loro pubblico e candidati. Vengono presentati uno per uno. Si alzano in piedi, salutano. Nome, cognome e professione. Applausi. Qualcuno interviene, chiamato da Santucci. 

La prima è Antonella Bruni. “Mi sento onorata – ha detto -, Fondazione è un’esperienza civica consolidata. Partecipiamo per vincere”.

Riprende poi Santucci. Vincere è la parola d’ordine. “E vinceremo – aggiunge il capolista -. Al primo turno. Con il 50,7%. Siamo noi la vera lista civica, anzi un vero e proprio civico. Gli altri sono solo 4 amici che si sono visti al bar e hanno tirato fuori i candidati”. Di fatto la spina dorsale di “un centro destra ampliato come non mai, dove, in questi mesi, abbiamo lavorato per scrivere il programma, non per fare polemiche”.

Santucci va avanti con l’elenco dei candidati e chiama a parlare i big della lista. Federico Fracassini, ingegnere, che propone “punteggi per i cittadini sulla base dell’anzianità di residenza per accedere ai servizi pubblici”. Ad esempio “le case popolari”. Tocca poi a Roberto Talotta, dirigente sindacale. “Rappresentiamo la gente”, sottolinea. Serena Sarzana, dipendente della provincia, ma soprattutto “pezzo di Viterbo Civica”, così la presenta Santucci. Il movimento di Lucio Matteucci che però, seduta stante, manda una nota via whatsapp e precisa che “sia Gianmaria Santucci che Chiara Frontini hanno fortemente voluto un rappresentante di Viterbo Civica, una voce del popolo, dentro i loro schieramenti come garanti che il tutto venga fatto nella massima trasparenza”. 

“Nel nostro direttivo c’è stata una consultazione, abbiamo a lungo discusso se accettare o meno, nessuno di noi nasce politico, Viterbo Civica non fa politica, ma l’idea che possa esserci un controllo interno nella macchina amministrativa del comune, a favore dei cittadini, ci ha stimolato, quindi abbiamo deciso di accettare. Per cui, Rosella Guerrini e Serena Sarzana, hanno dato la loro disponibilità, e a nostro malincuore dovranno momentaneamente allontanarsi dal nostro gruppo per seguire i lavori elettorali”.

Vengono chiamati infine a parlare Sergio Insogna e Paolo Barbieri, funzionario dell’agenzia delle entrate il primo, dirigente sindacale il secondo. Entrambi con esperienze amministrative alle spalle. Scherzano e fanno battute. “Castore e Polluce”, dice Santucci.

“Con Gianmaria abbiamo fatto un’opposizione costruttiva”, spiega Insogna, candidato 5 anni fa con il sindaco uscente Leonardo Michelini, passato sul finale tra le file della minoranza a Palazzo dei Priori. “Abbiamo aggregato le varie realtà civiche cittadine. Siamo stati inclusivi e non esclusivi”. La proposta di Insogna, “la città di Viterbo ha bisogno di un assessorato allo sport, a tutela di tutti gli sport”. Tant’è vero che per il 31 maggio, lo annuncia Santucci in chiusura, è stata organizzata una grande iniziativa sullo sport.

Paolo Barbieri, sintetico e conciso. “Saremo sempre leali con quello che abbiamo detto – precisa -. Il mio pallino è il bilancio. Troveremo i soldi, innanzitutto per le buche”.

Dulcis in fundo, il candidato sindaco Giovanni Arena. Tocca a lui far calare il sipario. “Devo riconoscere a Santucci un comportamento esemplare – esordisce – Da parte sua non c’è mai stata una vena polemica. È stata anche una delle menti più lucide in consiglio comunale”. Non solo, ma Fondazione, anche per Arena, “è l’unico movimento civico che c’è. Una vera squadra. Per tutte le altre liste civiche candidate è solo una sfida personale”.

Il candidato sindaco vira poi sui “primi cento giorni, quando faremo capire a tutti che qualcosa sta cambiando. La sicurezza è il primo dei problemi. Lo affronteremo in sinergia con le forze dell’ordine. E il primo segnale che daremo sarà quello del vigile di quartiere”. Anche Arena ringrazia Viterbo civica. Tenta di chiudere il discorso, ma Insogna lo tira per la giacchetta. Giovanni Arena s’è dimenticato una cosa. “Ah già – sussurra – l’assessorato allo sport”. Riprende allora il discorso, e chiude sul serio. “Lo sport muove migliaia di persone. Un mondo che non verrà più sacrificato”.

Daniele Camilli

 


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