Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Gentilissimo commissario Ivan Grazini, a seguito della sua replica abbiamo approfondito la documentazione in possesso dei locatari e ci troviamo nostro malgrado, costretti a replicare, non concordando con quanto in contenuto nella sua replica diffusa a mezzo stampa.
La costruzione degli alloggi Ater su via Castel di Fano, nel comune di Viterbo, risale alla metà degli anni ’80 del secolo scorso. In questo lasso di tempo, circa 35 anni, i conduttori si sono prodigati personalmente ed a proprie spese ad effettuare molti interventi di manutenzione ordinaria ed a volte straordinaria, senza gravare sulle casse dell’ente locatore.
Gli stessi hanno effettuato nel corso degli anni molteplici interventi di manutenzione ordinaria sia sul piazzale antistante le palazzine che sulla viabilità principale che ad esse conduce, tesi ad eliminare le cause più comuni del degrado nel corpo stradale, al fine di conservare lo stato e la fruibilità dei luoghi, ripristinando le condizioni di funzionamento e di sicurezza, salvaguardando il valore del bene, la sua funzionalità e la sua destinazione d’uso.
Questo è testimoniato anche dalle evidenti tracce di riparazione osservabili numerose sui luoghi.
Ad oggi però la situazione è degenerata, il susseguirsi negli ultimi anni di eventi meteorici importanti, non ultima la nevicata di gennaio, hanno contribuito ad aggravare sensibilmente lo stato conservativo delle aree perimetrali agli stabili, in modo particolare faccio riferimento alla strada di accesso alle aree condominiali poste a sud.
Quest’area, seppur di proprietà Ater, è oggigiorno utilizzata comunemente dal traffico veicolare di quartiere, in quanto funge da bypass di collegamento tra la strada del Salamaro e la strada Pontesodo e consente nel contempo di raggiungere con estrema facilità il plesso scolastico Alceste Grandori, posto immediatamente in adiacenza.
In conseguenza a ciò, il carico veicolare che l’area oggi deve sostenere, divenuta a tutti gli effetti una strada pubblica e non più ad uso esclusivo degli alloggi Ater è divenuto sostenuto, se confrontato a quello incidente fino ad alcuni anni fa.
Questo ha comportato senza dubbio una accelerazione dell’usura del manto stradale, già fortemente ammalorato, contribuendo in modo sostanziale a raggiungere l’attuale stato di fatto. Lei avrà sicuramente effettuato un sopralluogo per accertarsi di quanto affermato in precedenza e quindi si sarà reso conto personalmente, in quanto è estremamente palese, di come a luoghi il manto stradale sia completamente assente e di come il degrado profondo abbia anche portato in affioramento lo strato di sottofondo, facendo perdere alla strada anche le caratteristiche strutturali.
A questo punto appare evidente, che non si può più parlare di interventi di manutenzione ordinaria, attribuibili come da lei affermato al conduttore, ma di un intervento più importante di manutenzione straordinaria, che dovrà prevedere anche la riparazione ed il ripristino delle caratteristiche strutturali del tratto stradale (sostituzione ove necessario degli elementi profondi del corpo stradale, come lo strato di fondazione, lo strato di base e lo strato di collegamento), indispensabili ormai per ricostituire appieno la funzionalità della viabilità e per restituire la sicurezza ed il comfort di marcia.
A tale proposito faccio riferimento allo stesso regolamento Ater che lei ha citato nella sua risposta, sottolineando che l’intervento di “rifacimento delle pavimentazioni, come si configura quello sopra descritto, viene attribuito esclusivamente al locatore e non al conduttore”.
Consideri infine che in circa 35 anni di utilizzo, mai nulla è stato preteso da questo ente, se non interventi pertinenti alla propria condizione di Locatore.
Sottolineiamo che all’interno degli alloggi di vostra proprietà, esistono delle realtà familiari che vedono la presenza di condizioni di estremo disagio fisico, le quali trovano sollievo in quella minima autosufficienza restituita dalla possibilità di uscire autonomamente dal proprio alloggio senza l’ausilio di terze persone. Questo oggi avviene con estrema difficoltà, a causa delle precarie condizioni di conservazione del manto stradale di che trattasi.
Per quanto sopra esposto, confidiamo in un rapido intervento di ripristino del tratto stradale e delle aree di pertinenza ammalorate nell’ottica di effettuare un intervento durevole nel tempo.
Chiara Frontini
Consigliere comunale Viterbo Venti Venti





