Viterbo – (g.f.) – “Viterbo è morta per colpa loro”. Arriva la sentenza. A pronunciarla Filippo Rossi (Viva Viterbo) in piazza san Pellegrino.
Di fronte a un centinaio di persone, il candidato sindaco fa a pezzi alcuni dei suoi antagonisti. “Giovanni Arena, Luisa Ciambella, Chiara Frontini – dice Rossi – fallirebbero se fossero eletti. Non basta che si siano scannati per una poltrona, sono discendenti di una stagione politica che ha ucciso Viterbo e la città è morta per colpa loro”.
Rossi suona il de profundis, giusto qualche minuto dopo avere spiegato che dei rivali non avrebbe parlato. Peccato che poco ci abbia pensato Giacomo Barelli. A quel punto, la strada era aperta. Dall’ex assessore.
“Non c’è una novità in questa campagna elettorale – tuona Barelli – Giovanni Arena è stato il vice sindaco di Gabbianelli e assessore di Marini. Chiara Frontini è stata assessora di Marini”.
Quindi Luisa Ciambella. “Vice sindaca di una stupenda amministrazione”. Ironico. Ma non è la stessa con cui è stato in giunta per quattro anni?
“Poi Francesco Serra – continua Barelli – a lungo capogruppo Pd”. Ma il Pd non è lo stesso partito con cui Viva Viterbo è stato al governo per quattro anni?
“Una lunga serie di politici – incalza Barelli – senza un’idea, che si candidano da trent’anni. Bisogna spiegare ai viterbesi, chi lavora a un progetto serio”. Ovvero Viva Viterbo. “E chi vi prende in giro”. Ovvero, tutti gli altri.
“La città è morta per colpa loro. Sono i discendenti di una stagione politica – rincara Rossi – che ha ucciso Viterbo”. Una prece per la città e un po’, anche per la memoria corta di qualche politico.
Rossi individua pure la malattia che ha colpito la città, il centro in particolare. “Non sono state fatte battaglie importanti – ricorda Rossi – come per l’ospedale vecchio. I lavori a Belcolle sono iniziati negli anni 70 e già da allora si doveva cominciare a pensare come utilizzare la vecchia struttura. Invece, sono passati cinquant’anni e mai se ne sono occupati. Perché a loro va bene così. A noi no”.
In piazza ci sono simpatizzanti, candidati, palloncini bianchi e rossi a forma di cuore e le bandiere di Viva Viterbo.
Parla anche Maria Rita De Alexandris, consigliera uscente e altri in corsa nelle due liste, oltre alla principale, anche Area Civica. C’è un obiettivo che Rossi indica: “Vincere e arrivare al ballottaggio, per un nuovo rinascimento viterbese”.
Ricorda i tre mesi impiegati a predisporre le liste: “Discutendo su chi dovesse farne parte – spiega Rossi – perché chi è con noi, è convinto di starci e non perché amico d’amici o peggio, perché costretto dal potente del momento che glielo ha detto”.
Quindi i progetti per Viterbo, ma pure per le frazioni e gli ex comuni. Ma siamo in centro e l’incontro si chiude nel luogo simbolo indicato da Rossi, l’ospedale vecchio, abbandonato da decenni. Un sit-in per ricordare che la struttura va curata. Ma una ricetta c’è?




