Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Voglio raccontarvi una storia. Di quelle da film dell’orrore, solo che film non è.
C’era una volta una signora anziana, sola, vedova, abbandonata dai parenti, che viveva in una casa nel centro di Viterbo.
La signora vive nel completo degrado, non si lava, forse non mangia. Negozi vicini si prendono cura di lei, la accompagnano dal dottore, le prendono le medicine, finché la signora si ammala, le vengono pustole che fanno scorrere pus dalle gambe e le mosche le depositano i vermi nelle ferite aperte.
I negozi che la aiutano chiamano l’ambulanza, la signora si arrabbia dicendo che sta bene e rifiuta il ricovero. Viene accompagnata al pronto soccorso, si scoccia e se ne va.
Dopo due giorni la situazione è peggiorata, tra vermi e colature di pus. Vengono chiamati i carabinieri che consigliano di avvisare i servizi sociali. I servizi sociali dicono di essere al corrente della situazione e che non è grave. Effettivamente, a chi non capita mensilmente di avere i vermi nelle ferite?
Viene richiesto un Tso dalle titolari dei negozi ma i servizi sociali si rifiutano perché ci stanno lavorando e ci vuole tempo.
Intanto la signora (senza documenti, analfabeta, si dimentica sia di quello che le accade che dei volti che ogni giorno la circondano) si dirige nuovamente verso la sua casa, sotto gli sguardi di chi spera di rivederla il giorno dopo.
Benvenuti a Viterbo, dove si fanno gli eventi per la firma del protocollo “Io non ho paura” contro la violenza sulle donne (non invitando le associazioni, tra l’altro), ma non c’è nessuna tutela per l’essere umano.
Valentina Sposetti
Presidente Fight for love
