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Anziani intrappolati in casa da oltre 10 giorni

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L'ascensore guasto negli alloggi comunali a san Carluccio

L’ascensore guasto negli alloggi comunali a San Carluccio

L'ascensore guasto negli alloggi comunali a san Carluccio

L’ascensore guasto negli alloggi comunali a San Carluccio

Le case a piazza san Carluccio

Le case a piazza San Carluccio

Le case a piazza san Carluccio

Le case a piazza San Carluccio

Viterbo – Anziani intrappolati in casa da più di dieci giorni. L’ascensore non funziona e dal comune fanno finta di niente. Così, una ventina di famiglie, in là con gli anni e con difficoltà a muoversi e che vivono nel palazzo di proprietà dell’amministrazione a piazza san Carluccio, sono costrette a vivere da reclusi.

“Questi sono mini alloggi – spiega il figlio di uno degli inquilini – assegnati perlopiù a persone anziane e con un reddito molto basso. Mia madre ha ottant’anni, un suo vicino 92. Non ce la fanno a muoversi”. Da quando l’impianto si è bloccato, per loro è iniziato l’incubo.

In realtà, l’ascensore non è che non funzioni. Qualche volta va, spesso, molto più spesso, si blocca. Le porte non si aprono, oppure non si richiudono. Una sorta di roulette russa. Chi perde rimane intrappolato.

E se nel palazzo si è bloccato l’ascensore, a palazzo dei Priori deve esserci inceppato qualcos’altro ascoltando la testimonianza, se da giorni fanno scena muta. Nonostante le sollecitazioni. Probabilmente lavorano tutti al piano terra o sono in perfetta forma fisica.

“Siamo stati all’assessorato al Patrimonio, ci hanno fatto andare a via Garbini, per parlare col dirigente Celestini. Non ci ha ricevuti, anzi, la segretaria ci ha pure trattati in modo molto sbrigativo”. Nonostante questo, non si sono arresi. “Ho anche chiamato la ditta che si occupa della manutenzione. C’è la targa all’interno dell’ascensore. Hanno risposto che non hanno più la gestione dell’impianto da anni”. Chi amministra si è pure dimenticato di far cambiare la targhetta. In caso di necessità, alla faccia della sicurezza.

La caccia al manutentore, però ha avuto esito (quasi) positivo. “Cercando tra le determine sul sito del comune ho trovato l’attuale ditta”. Altra telefonata.

“Mi hanno spiegato – prosegue il figlio dell’inquilina – che la manutenzione effettivamente ce l’hanno loro, ma il contratto è scaduto a dicembre 2017. Hanno sentito l’amministrazione un paio di mesi fa e mi hanno detto che non sapevano che pesci prendere”. Se gli altri hanno passato, quelli attuali hanno la gestione ma il contratto non è stato rovinato, l’ascensore chi lo controlla?

“È un disastro, mia mamma non ce la fa. Deve venire mio fratello dalla provincia ogni giorno a farla scendere e poi risalire”.

Mentre l’uomo parla, una ragazza chiama l’ascensore. Che arriva. Nonostante il cartello sulla porta, decide di sfidare la sorte. Entra, riesce a scendere e pure a uscire.

Peccato che appena fuori, l’impianto si blocchi di nuovo. Non si chiude e non può risalire, se qualcun altro volesse nuovamente tentare la fortuna.

Di questo passo, meglio andare a piedi.

Giuseppe Ferlicca


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