Viterbo – Omicidio del Riello, Sabato Battaglia è tornato in carcere. “Era scontato e ce lo aspettavamo”, commenta il difensore Antonella Durano.
L’avvocata era ricorsa in Cassazione contro la sentenza della corte d’assise d’appello di Roma, e la suprema corte ha confermato la condanna a nove anni e dieci mesi di reclusione inflitta in secondo grado. La sentenza è così diventata definitiva ed esecutiva, tant’è che i carabinieri di Mulazzo hanno prelevato il venticinquenne dalla comunità in cui stava scontando i domiciliari per portarlo nel carcere di Massa. “Era scontato – dice il difensore Durano -, perché è il classico iter in questi casi. Un iter che conoscevamo e di cui ci aspettavamo l’esito”.
Battaglia è stato condannato per l’omicidio volontario di Federico Venzi, il 43enne di Caprarola ucciso con un pugno in faccia all’alba del 27 settembre del 2015 nei pressi della rotatoria del Riello. In primo grado il tribunale di Viterbo aveva inflitto al venticinquenne 12 anni di reclusione, poi ridotti a nove anni e dieci mesi dalla corte d’assise d’appello di Roma. E quest’ultima sentenza è stata confermata dalla Cassazione, diventando definitiva.
Prima di ritornare in carcere, Battaglia stava scontando gli arresti domiciliari nella comunità Papa Giovanni XXIII di Arpiola di Mulazzo. In quella comunità al nord della Toscana si trovava da otto mesi. Da settembre scorso, quando i giudici di secondo grado accolsero la richiesta dell’avvocata Durano.
