Viterbo – “Sarete voi a decidere in quale città svegliarvi lunedì. Quella del cambiamento o quella dei soliti cognomi. Quella del già visto e di chi ha deluso oppure la città di chi ancora non è stato messo alla prova. Io sono Chiara”.
Fotogallery: Chiara Frontini chiude la sua campagna elettorale
Chiara Frontini, candidata sindaca al ballottaggio di domenica prossima, che questa sera ha chiuso la sua campagna elettorale a Piazza Fontana Grande. Contro di lei, il candidato del centrodestra Giovanni Arena.
La piazza è piena, assieme alla Frontini anche il sindaco di Bagnoregio Francesco Bigiotti, l’artefice del miracolo turistico a Civita. Accanto alla Frontini, Alfonso Antoniozzi, cantante lirico di fama internazionale e assessore alla cultura in caso di vittoria, il 24 giugno. Tra un paio di giorni. Antoniozzi è vestito di bianco, Frontini in giallo. Moltissimi, attorno, hanno la spilletta simbolo del sostegno alla candidata sindaca.
“Chiara ha voluto chiudere qui la sua campagna elettorale – ha esordito Antoniozzi – perché a Piazza Fontana c’è nata e cresciuta. Ed è qui che è voluta ritornare in vista del voto, per chiudere la sua campagna elettorale. Per cambiare una città in mano allo stesso meccanismo di potere da oltre 50 anni”.
Tra la fontana trecentesca e il palazzo storico dell’ex tribunale viterbese è una festa. Artisti di strada, musicisti e uno scivolo gonfiabile per i bambini. Ogni tanto sale il grido, “Chiara! Chiara!!”.
Lei entra in piazza anticipata da Antoniozzi seguito dai musicisti che intonano alcuni motivetti. Saluta tutti, anche perché tutti le si fanno intorno. Quasi non la lasciano andare.
L’entusiasmo e la speranza sono gli aspetti che più di tutti hanno caratterizzato le persone in piazza, a dare il proprio sostegno a Chiara Frontini. Prende infine il microfono e sale sulla pedana davanti alla fontana. “Io sono Chiara”, lo slogan sottostante, e i simboli della coalizione. Viterbo Venti Venti e Viterbo cambia.
“Questa città ha tante eccellenze – ha detto Frontini – e noi sapremo valorizzarle. E domenica non è più una sfida tra tanti. Ma una sfida tra due modelli di città. La sfida tra la libertà e la partitocrazia. La città contro gli schemi romani. Tra chi fa partire le telefonate per chiedere voti dicendo ‘oh, me raccomando, te ricordi, qualche anno fa’ e chi chiede l’adesione a un progetto. Noi chiediamo che la città torni a sperare”.
Comunque sia, “qualunque sarà il risultato – ha evidenziato – la cosa più bella è stata vedere una città che di nuovo si ribella. Una città che crede e crede che valga ancora la pena lottare per qualcosa di buono”.
Un percorso iniziato 5 anni fa, quando Frontini si candidò per la prima volta a sindaca di palazzo dei Priori. “Nessuno credeva che saremmo entrati in consiglio comunale – ha detto -, invece ce l’abbiamo fatta. Oggi possiamo farcela di nuovo e vincere le elezioni. Sono stati anni di grande impegno, passati all’opposizione, non in una campagna elettorale durata 6 anni, come qualcuno dice. Sono stati 6 anni in cui siamo stati sempre a diretto contatto con il territorio, a raccogliere le istanze dei cittadini, ad ascoltarne i bisogni e le necessità per poi portare tutti in consiglio comunale. In questi anni abbiamo costruito un movimento civico vero e concreto”.
Frontini attacca il centro destra anche per come è stata condotta la campagna elettorale nei suoi confronti. “Una totale assenza di contenuti – ha ribadito più volte Frontini -, ho passato questi giorni a parlare con molti lavoratori ai quali avevano detto che sarebbero stati licenziati se avessero votato per me. Un piano che noi non accettiamo. Noi lavoriamo ai programmi e al cambiamento di una città. Fianco a fianco ai cittadini”.
“E sapete – ha poi aggiunto la candidata – quale sarà la nostra vera, grande rivoluzione? Che non ci sarà più bisogno di andare dal politico di turno per chiedere un lavoro. Le persone troveranno un lavoro perché la città riparte. E questa è una libertà che non ha prezzo”.
Daniele Camilli






