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“Depuratore in strada Bagni, sottodimensionato rispetto agli abitanti”

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Oliviero Sorbini

Oliviero Sorbini

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Voglio iniziare questo mio ultimo (il tempo è finito) intervento con un sentito e dovuto ringraziamento a Tusciaweb, unico organo di informazione a garantire la circolazione delle posizioni dei singoli candidati per queste elezioni comunali di Viterbo. 

Detto ciò, entro nella questione che più mi sta a cuore: la comunicazione dei rischi ambientali. 

La “comunicazione” è importante perché senza di essa non vi è lealtà fra istituzioni e cittadini. Senza di essa non si può creare il consenso per determinate decisioni.

Non attivando una corretta comunicazione, semplicemente, troppo spesso si preferisce non affrontare i problemi. Questi non posso trattarli tutti e dunque scriverò solo di un argomento: l’acqua. Come si sa, la problematica inerente le risorse idriche è una delle più importanti a livello della geopolitica mondiale, ma naturalmente mi soffermerò su quella che interessa Viterbo. Ma pur in questo contesto risulta evidente che Viterbo non è un’isola e quel che accade, per esempio, a Montefiascone interessa direttamente anche i cittadini viterbesi, anche dal punto di vista economico.

Mi limiterò a due punti, con la promessa che, comunque vadano le elezioni, nei prossimi mesi, in collaborazione con alcuni soggetti del movimento ambientalista, sottoporremo un dossier più approfondito sull’argomento.

Punto primo: abbiamo un depuratore principale sottodimensionato (quello di Strada Bagni) rispetto al numero degli utenti, mai ristrutturato, che consuma una marea di energia elettrica e pretende numerosi interventi manuali. Tutti costi che i Viterbesi si trovano a pagare sulle bollette.

Ma il dramma è che non possiamo far funzionare bene neanche lo stesso depuratore senza un intervento al sistema fognario, perché attualmente è inondato da acque di falda, cioè acque pulite che finiscono nella fogna e creano problemi enormi alla purificazione.

Acque così poco sporche con la tecnologie biologiche a fanghi attivi comunemente utilizzate per i depuratori urbani, risultano difficilmente trattabili. Chiudo il paragrafo “depuratore” sottolineando come a Grotte di Castro non esista alcun impianto. Inammissibile a mio modo di vedere. 

Punto secondo: i Viterbesi devono sapere che nel loro futuro le risorse idropotabili disponibili potrebbero non essere più tali.

Il lago di Vico si sta eutrofizzando, ovvero le sue acque sono prive di ossigeno ed è soggetto a fenomeni  di fioriture di microrganismi, a seguito dei pesticidi usati per la coltivazione intensiva delle nocciole.

Già oggi il lago di Vico è meno frequentato rispetto al passato perché, nonostante le rassicurazioni di alcune autorità locali, taluni bagnanti hanno lamentato problemi dermatologici. E le voci fanno presto a diffondersi. Ma, a parte gli effetti immediati sul turismo e un domani sulla stessa immagine dei prodotti agricoli (nocciole comprese) della Tuscia, dobbiamo prendere atto che al momento l’acqua del lago di Vico non può rappresentare una possibile risorsa idropotabile per la popolazione, neanche in caso di emergenza, anche per il rischio di presenza di tossine.

E la possibile utilizzazione delle acque del lago di Bolsena è anche essa in dubbio e questo può comportare una mancanza di opzioni in caso di bisogno.

Non dimentichiamo poi che, oltre a tutti i problemi che dovremo affrontare per gli effetti dei cambiamenti climatici, a Viterbo ne abbiamo uno in più: l’arsenico nell’acqua. 

Ad oggi, Talete mescola acque più superficiali (più sane) e acque più profonde ma, da quel che ho appurato, non si è esclusa la possibilità in futuro di poter utilizzare l’acqua del lago di Bolsena per una amalgama adeguata. Se sarà possibile, perché la situazione del bacino del Lago di Bolsena crea più di una preoccupazione e, non a caso, al momento si stanno effettuando (e si dovranno realizzare poi) importanti lavori  a condotte, pompe, stazioni di sollevamento e depuratori nel tentativo di, quantomeno, tamponare i diversi problemi insorti. Siamo comunque ottimisti: prima o poi i rifiuti del depuratore che raccoglie le acque sporche della condotta circumlacuale saranno smaltiti, il depuratore riattivato alla meno peggio e la condotta fognaria messa a posto.

Probabilmente tutto il sistema confluirà in Talete, che prenderà in carico un costoso colabrodo che peserà moltissimo sulle bollette, anche dei viterbesi perché all’interno di un Ato (ambito territoriale ottimale) le tariffe sono uguali per tutti. 

Dunque non è fuori luogo che gli amministratori comunali di Viterbo, comunque, si preoccupino del problema.

Con la dearsenificazione i Viterbesi hanno acqua potabile a caro prezzo che viene usata per lo più per usi fondamentalmente igienici: lo scarico dello sciacquone, la lavatrice, la pulizia dei pavimenti, dei piatti, la doccia. Si calcola un uso quotidiano a persona medio di 250 litri e per uso idropotabile diretto non più di un litro al giorno. I dearsenificatori costano per essere installati, costano per il grande uso di energia, costano per lo smaltimento dei sistemi di filtraggio, costano per il consumo di circa il 30% di acqua che viene persa nel dearsenificare (oltretutto le condotte perdono di loro una percentuale altissima di quello che viene immesso in rete per problemi legati ad usura e vetustà degli acquedotti e forse prelevamenti illeciti).

Qualche soluzione migliore va comunque ricercata seriamente e quella di ricorrere alle acque del lago di Bolsena è stata indicata già qualche anno fa. Ma se non riusciremo a tenerle pulite quelle acque … niente opzione.

Conclusioni: è solo un accenno, purtroppo, della questione “comunicazione dei rischi ambientali” sollevata da me per Area Civica. Parlarne ha un significato, anche se … non è attraente. Più facile parlare di buche nelle strade, giardini e… lavoro per tutti.

E vogliamo farlo, tenendo presenti, però, i diritti di chi oggi è bambino o deve ancora nascere e si troverà ad affrontare problemi di sopravvivenza. Anche la salvaguardia ambientale crea occupazione e benessere. E non solo nell’immediato.

Oliviero Sorbini
Candidato Area Civica per Filippo Rossi sindaco


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