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Detenuto prende a calci e pugni tre agenti

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Danilo Primi

Danilo Primi

Viterbo - Il carcere di Mammagialla

Viterbo – Il carcere di Mammagialla

Viterbo – (p.p.) – “Detenuto prende a calci e pugni tre agenti”. Danilo Primi dell’Uspp, l’Unione sindacati di polizia penitenziaria, dice basta. Basta dopo l’ennesima aggressione al carcere di Mammagialla.

“Domenica pomeriggio – racconta Primi – un detenuto di origini campane coinvolto nell’aggressione all’istituto penitenziario di Ariano irpino ai danni di un poliziotto e un ispettore, è stato trasferito a Mammagialla. Poco dopo il suo arrivo qui da noi ha aggredito a calci e pugni un ispettore, un sovrintendente e un assistente capo, mandandoli in ospedale, mandandoli in ospedale con, rispettivamente, 15, 5 e 7 giorni di prognosi.

Si tratta di una situazione insostenibile, non su può andare avanti così. E’ l’ennesima aggressione frutto della debolezza di un’amministrazione che non è in grado di far gestire i detenuti dagli altri istituti”.

Qualche giorno fa un altro detenuto è stato trasferito da Teramo. “Aveva colpito con una caffettiera in un calzino un agente, che era intervenuto per sedare una lite, provocandogli un taglio alla testa e ora anche lui si trova da noi”.

Primi attacca: “Il nostro carcere è diventato ricettacolo di soggetti estremamente pericolosi. Non tolleriamo più questo modo di gestirli da parte del Dap e cioè col semplice dialogo se invece loro reagiscono con violenza.

E non è trasferendo certi detenuti che si risolve il problema, ma con il loro isolamento precauzionale all’interno del circuito detentivo con l’applicazione dell’articolo 41 comma 1 e quindi con l’uso di misure rigide.

In tutto questo, abbiamo anche una sorveglianza a vista in isolamento di un detenuto che ha tentato il suicidio. Gli agenti danno il massimo, ma è difficile e ci prepariamo anche ad affrontare un’estate calda da tutti i punti di vista, perché manca il personale e abbiamo messo in campo un piano ferie con molti sacrifici da parte di tutti.

Mi auguro che il nuovo ministro intervenga – conclude Primi – perché non è possibile vedere in continuazione colleghi allo stremo delle forze con teste spaccate e dita rotte. Spero anche che l’amministrazione faccia qualcosa, ma non ci credo”.


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