Viterbo – “Giovanni Arena rappresenta il cambiamento”. Antonio Tajani, presidente del parlamento europeo ne è certo e lo spiega a una platea, da Schenardi che sembra già abbastanza convinta.
Militanti e candidati di Forza Italia e centrodestra ad ascoltare.
Prima dell’incontro, ieri, passeggiata su corso Italia, strette di mani e foto e una visita in forma privata al monastero di santa Rosa.
Nello storico caffè, politica e ovviamente Europa. Tajani fa i conti in tasca all’amministrazione comunale uscente. “Zero fondi europei utilizzati – spiega il presidente – ma non è che a Bruxelles sono cattivi. Gli stanziamenti dobbiamo prenderceli, con progetti. Io farò di tutto per sostenere la prossima amministrazione affinché trovi le porte aperte”.
Chi zero e chi diversi milioni: “Come per gli interventi portati a termine a Viterbo con i progetti Plus a Viterbo”. Arrivati con Marini sindaco e non a caso, l’ultima tappa della visita è stato un viaggio sull’ascensore da piazza san Lorenzo a valle Faul.
Con il senatore leghista a fianco, Tajani da Schenardi affronta pure la stretta attualità. L’immigrazione. “O prendiamo il toro per le corna e lo fa tutta l’Europa, oppure la vicenda immigrazione farà esplodere tutto il sistema. A breve termine serve bloccare il flusso dalla Libia. Investendo la stessa cifra della Turchia. Sei miliardi di euro e poi creare le condizioni di stabilità nei paesi d’origine, come aveva fatto Berlusconi con la Libia. Poi la Francia e gli Stati Uniti sono intervenuti, hanno ucciso Gheddafi e sono arrivati caos e il terrorismo”.
Dall’Africa si torna a Viterbo. “Giovanni Arena ha già battuto il centrosinistra – ricorda Tajani – adesso dovrà confrontarsi con una lista minore. Da candidato di centrodestra, ha un’idea di modello per la città.
Quando diventerà sindaco, le porte del comune saranno aperte a tutti e non agli amici degli amici. Sarà il sindaco di ogni cittadino. Ecco perché chiediamo anche a chi non ha votato Giovanni al primo turno, di sceglierlo. Rappresenta una garanzia per la città”.
Dal canto suo, il candidato rilancia: “Sono orgoglioso – ripete Arena – di andare al governo con una squadra forte, con tanti professionisti”. Al tavolo, tutto il centrodestra locale schierato, a fondo sala, Gianmaria Santucci (Fondazione), insieme ad altri esponenti politici.
Arena li saluta uno a uno, da Bacocco a Rotelli, passando per Battistoni: “Amico fraterno”. O Giulio Marini: “Mi sta vicino da 25 anni e approfitterò ancora della sua esperienza”. Parola d’ordine, centrodestra unito.
Con Tajani c’è pure Paolo Barelli, deputato e presidente della Federazione italiana nuoto. Per incitare Arena, usa termini che conosce bene: “Ogni gara nel nuoto non è finita, fino a quando non si tocca il bordo della vasca”. C’è ancora da nuotare.
Giuseppe Ferlicca


