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Elezioni, uno scrollone al sistema clientelare…

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Renzo Trappolini

Renzo Trappolini

Viterbo – Viterbo, Vetus Urbs vecchia città, stavolta al primo e al secondo turno elettorale ha manifestato una dirompente quanto inaspettata vitalità giovanile.

Sembra già al post grillismo, al risveglio spontaneo delle persone che, in un colpo solo, prima scuote l’impalcatura dei gruppi di potere partitico e al ballottaggio ci riprova, se è vero che l’unico “polo” strutturato rimasto in gara domenica ha arretrato di qualche centinaio di voti mentre alla giovane e temeraria outsider Frontini con i suoi volenterosi ( e coraggiosi) sono arrivati altri seimila consensi.

Non a caso, uno che se ne intende, il sociologo Francesco Mattioli, osserva che anche da noi “a dominare le sorti politiche e amministrative si erge il problema del cambiamento”.

Il quale è anzitutto culturale, cioè di mentalità. Con la viterbesità a far rima con novità, quella che prescinde dai vecchi schieramenti e dalla casta degli addetti di partito e si affida alla persona.

In questo senso Mattioli ha sì ragione a dire che la vittoria di Arena è “soprattutto personale” ma con lui ha vinto anche la dottoressa Frontini e le persone che con lei ci hanno messo la faccia senza coperture.

I viterbesi, come Diogene, in questa domenica 24 giugno hanno infatti acceso di giorno la lampada del coraggio. Due domeniche prima avevano fatto come quello stesso Diogene, che a quanti ritenevano fortunato e felice Callistene perché era alla corte del potente Alessandro Magno diceva “Ma quale fortunato! E’un infelice perché deve far colazione o pranzo quando fa comodo ad Alessandro”.

Ecco, al primo turno hanno dato un bello scrollone al sistema cortigiano e clientelare che rende l’uomo elettore servile e al secondo hanno avvertito che ci sono le basi per finire presto l’opera.

Il leone non metuens, che non ha paura, si è svegliato e, come fece con la bella Galiana, ha assalito la bestia cui la ragazza doveva essere sacrificata.

Il sindaco Giovanni Arena – vincitore anche perché riconoscibile come “uomo” prima che come politico (peraltro un po’ atipico per sagge semplicità e dignità pure simpatiche) – ogni tanto guardi dalle finestre di palazzo dei Priori la facciata della Chiesa di sant’Angelo dove riposa ancora la bella Galiana, ma non dimentichi di tener sotto controllo l’umore di quel leone emblema di Viterbo che da secoli, lì accanto, sta a guardia del Comune sopra una colonna di granito. E pare abbia preso ora a ruggire.

Renzo Trappolini


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