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“Lui faceva il padre-padrone, la mamma pensava solo alla famiglia e a lavorare”

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Viterbo - Tribunale

Viterbo – Tribunale

L'avvocato Carlo Mezzetti

L’avvocato Carlo Mezzetti

L'avvocato Paolo Delle Monache

L’avvocato Paolo Delle Monache

Vetralla – (sil.co.) –  “Lui faceva il padre-padrone, la mamma pensava solo alla famiglia e a lavorare”. Entrambi i figli difendono la madre, presunta vittima per anni di maltrattamenti da parte dell’ex marito. 

“Tanto l’ammazzo”. Lo avrebbe detto in continuazione, fucile in spalla, agli amici cacciatori, il cassintegrato sessantenne di Vetralla che, perso il lavoro, se l’è presa con la moglie. Fino a quando non gli hanno tolto le armi i carabinieri. 

Era il giorno della befana 2013 e lui si sfogava con la moglie oppure andando a caccia. “L’ammazzo di qua, l’ammazzo di là. Diceva sempre così parlando della moglie. Era sempre la stessa storia. Diceva che prima o poi l’avrebbe ammazzata”, ha testimoniato durante il processo uno degli ex compagni di battute.

La donna, dopo 35 anni di matrimonio, sostenuta dai due figli maschi ormai grandi, ha chiesto la separazione e lo ha denunciato. L’uomo è stato allontanato dalla casa familiare ed è finito sotto processo per maltrattamenti e minacce. Vittima la moglie, sua coetanea, convinta dopo anni di sopportazione a lasciare un marito che per tutta la convivenza si sarebbe comportato da padre e marito padrone.

Il 6 gennaio 2013 il clou. Era la Befana quando si è barricato in casa coi fucili da caccia e c’è voluta un’ora di trattativa dei carabinieri per convincerlo a mollare. “Gli hanno sequestrato le armi e da quel giorno è scoppiato l’inferno. Diceva che era colpa mia e che tanto per uccidere una donna non servono i fucili, bastano le mani o i coltelli”, ha raccontato la donna all’inizio del processo.

Accuse confermate punto per punto da uno dei figli nel gennaio 2017 e dall’altro nell’udienza di venerdì davanti al giudice Silvia Mattei. 


“Per tutta la vita ha fatto il padre-padrone”

Il tipico padre-padrone. “Fino all’aprile 2010, lavorando, tornava a casa la sera stanco ed era sopportabile – ha confermato venerdì anche il secondo figlio al giudice – poi è andata sempre peggio”.

“Ma è sempre stato una persona istintiva sopra le righe, sanguigna – ha proseguito – anche prima di perdere il lavoro faceva il padre-padrone, con noi due figli maschi, con la mamma e anche con la nonna, sua suocera, che sta al piano di sotto. Poi quando nel 2004 con la nonna è venuto a vivere lo zio, il fratello di mia madre, la tensione si è fatta palpabile, perché, quando sentiva mio padre fare scenate, lo rimproverava”.

Soltanto una vittima la madre. “Mia mamma – ha sottolineato l’uomo – per tutta la durata del matrimonio non ha fatto che occuparsi della famiglia, di noi due figli e lavorare. Ma alla fine non ce l’ha fatta più e si è decisa a chiedere la separazione”. 


L’ex moglie colpita da infarto per lo stress

La madre, per lo stress, ha anche avuto un infarto. L’ex marito sperava che morisse. “Di sera – ha raccontato la donna – dopo avere fatto il diavolo a quattro a cena, si sedeva sul divano a telefonare alle amichette e diceva loro ‘tanto con quello che ha, prima o poi creperà e io eredito tutto’”.

“Quando ha perso il lavoro ha cominciato a ubriacarsi e ad andare con altre donne, dicendo che io ero vecchia e che tanto le donne sono tutte mignotte, io per prima che invece di andare al lavoro, andavo a scopare”, ha raccontato la vittima, che si è costituita parte civile con l’avvocato Carlo Mezzetti. 

E ancora. “Mi riempiva di bestemmie e offese: ‘Sei una mignotta, come tutte le donne. Servite solo da giovani, perché diventate vecchie siete inutili’, mi diceva in continuazione”.  Il tutto alla presenza dei figli, cui dava dei bastardi davanti alla madre, minacciando di rovinarli tutti.


Il presunto aguzzino sarà sentito alla vigilia di Natale

Accuse pesantissime quelle confermate da entrambi i figli a carico dell’imputato che, difeso dall’avvocato Paolo Delle Monache, il prossimo 12 dicembre avrà l’opportunità di fornire la sua versione alla giudice, decisa, per quella data, a emettere la sentenza.  

L’accusa è di maltrattamenti in famiglia relativamente agli ultimi due anni di convivenza con l’ex moglie, il 2012 e il 2013. 

Era l’8 marzo 2013, giorno della festa delle donne, quando l’uomo fu colpito da un provvedimento di allontanamento dalla casa familiare. Poi il rinvio a giudizio e il processo, giunto ormai alle battute finali. 

 

 


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