- Viterbo News – Viterbo Notizie – Tusciaweb – Tuscia News – Newspaper online Viterbo – Quotidiano on line – Italia Notizie – Roma Notizie – Milano Notizie – Tuscia web - https://www.tusciaweb.eu -

“Fini grande politico, Michelini nulla totale e di Fioroni che mi frega”

Condividi la notizia:

Viterbo – Ha iniziato a fare politica nel 1979 a 13 anni e mezzo, militando nella destra romana, con Terza posizione. Abbandonata sei mesi dopo. “È stata la mia prima scissione, l’unica cosa vera che facevamo era vendere il giornale la domenica”.

Filippo Rossi ai microfoni di Tusciaweb. Il candidato sindaco Viva Viterbo risponde alle domande del direttore Carlo Galeotti. I progetti per la città, ma anche Caffeina, i suoi trascorsi da giornalista e tre politici che ha incontrato e con cui si è scontrato: Fioroni: “La gente gli ha dato un potere che non ha mai avuto”. Michelini: “Il nulla totale come sindaco”. Fini: “Grande politico. Ha capito i problemi della destra, ma non ha saputo dare la soluzione”.

Carlo Galeotti e Filippo Rossi

Rossi è stato anche portavoce di Roberto Scajola, quando era ministro alle Attività produttive. “Sono uno dei pochi – ricorda Rossi – che nella famosa casa c’è entrato. Essere portavoce di un ministro, in un ministero così importante è stata una grande scuola di politica e d’amministrazione un bel periodo”.

Cinque anni fa la scelta di candidarsi a sindaco, l’alleanza con Leonardo Michelini e poi il burrascoso addio. Oggi ci riprova. Ha i suoi progetti. Sempre quelli, sostiene. “C’è chi dice che io cambi idea, ma non è così. Quello che voglio per la città lo sanno tutti, lo vado dicendo da anni. Serve investire in un turismo di qualità e serve un’amministrazione che ci creda. Perché la città non cresce, è in un’estrema crisi economica, i nostri figli non trovano lavoro e se ne vanno. Mi sono ricandidato perché nessuno ne parla”. Eppure, sul turismo pontificano un po’ tutti. “Perché copiano – incalza Rossi – il comune deve diventare la prima azienda turistica della città e la prima cosa è la comunicazione. In un bilancio di decine di milioni di euro, occorre investire 300mila euro in comunicazione. Non basta, ma da qualche parte bisogna cominciare”.

Filippo Rossi

Rossi uguale Caffeina, compresa la sua invernale, il Christmas village. Un festival, ma anche strumento di potere per chi ne ha le redini. “Magari significasse potere. Il fatto che qualcuno lo pensi – sostiene Rossi – è il sintomo della debolezza della nostra città. In una realtà normale, se la sarebbe comprata il primo imprenditore che passava”. E il comune avrebbe avuto un ruolo diverso: “Perché non ha mai chiesto, ad esempio, di farci spostare a piazza Fontana Grande? Il Tuscia film fest è una risorsa, Ludika è una risorsa, il teatro Unione lo è. Il comune deve controllare, essere parte attiva. Perché se una mattina Rossi si sveglia e decide di non fare più Caffeina, Viterbo la perde. Lo stesso vale per altre iniziative. Non è possibile che siano unicamente delegate a privati. Il Festival dei due mondi non è di privati, Umbria jazz lo stesso. Il Christmas village è stato un grande successo, una vetrina enorme, con gente arrivata da tutta Italia. Possibile che in tutto questo il comune non c’entri nulla?”.

Dal villaggio natalizio, ci sono strascichi poco festosi. Ritardi nei pagamenti. A distanza di mesi c’è chi ha lavorato e ancora non è stato liquidato, o non del tutto. “Il village è andato benissimo, ma ci sono stati costi aggiuntivi, anche grazie al comune. È andato benissimo ma non finanziariamente e abbiamo avuto problemi nei pagamenti. Ci sono problemi, anche con le banche, ma è ovvio che li risolvo, ci stiamo mettendo la faccia.Meglio se sto zitto su quanto accaduto negli ultimi sei mesi. Se ne parlassi dovrei fare una polemica feroce con l’amministrazione. Io non so se ci si rende conto che realtà come il festival di Mantova ha costi per un milione di euro, queste sono le misure e per l’80% sono finanziamenti pubblici. Ma con iniziative del genere rientrano dieci, quindici milioni di euro”.

Carlo Galeotti e Filippo Rossi

Sul fronte politico, complicato capire come sia possibile sparare a zero su Marini e Michelini, salvo poi, come accaduto cinque anni fa, allearcisi. Rossi in qualche modo, precursore del contratto Lega – M5s. “Io preferisco fare, piuttosto che non fare. Almeno posso dire d’averci provato. Con l’alleanza speravo di non far perdere altri cinque anni a Viterbo. Michelini poteva essere un grande sindaco. Non lo è stato e dopo un anno e mezzo mi sono dimesso”.

Più turismo a Viterbo, ma nel frattempo i viterbesi sviluppano sofisticate tecniche per evitare buche su strade colabrodo. “In realtà come Toscana o Umbria il problema è meno sentito. C’è una ragione. Hanno più soldi. Dobbiamo far crescere economicamente il territorio. Se non diventiamo ricchi, le buche non le aggiustiamo. Non dico che nel frattempo dobbiamo fregarcene, vanno usate le risorse a disposizione, non i sei milioni ventilati, che non ci sono. Il sindaco deve metterci la testa, se ti affidi alla burocrazia, le buche le tappi dopo tre anni”.

Filippo Rossi

Nei cinque anni di Michelini sono state svuotate dalle auto piazze storiche, una battaglia anche di Tusciaweb. Svuotate e poi lasciate desolatamente vuote. “Se svuoti una piazza e non ci metti niente, è un’operazione monca. A Fontana Grande dovevano essere riempite con attività, tavolini all’aperto. Invece lì un bar ha chiuso. La mia fissa è l’ospedale vecchio. Un rudere. Per cinquant’anni la politica non se n’è curata. Mai affrontato il problema. Così oggi a piazza san Lorenzo, da una parte c’è la bellezza, le proprietà della curia e dall’altra, i ruderi, nella parte pubblica. Se io dovessi essere eletto, nei primi trenta giorni ho concordato un tavolo con la regione per capire come uscire da quella follia. A me non basta chiedere, io mi ci incateno davanti alla regione se non si trova una strada”.

L’abbandono non si ferma all’ex ospedale grande. “Il centro storico deve diventare vitale. Io penso al Genio da riaprire come multisala, una battaglia epocale per me. Il cuore di Viterbo negli anni è stato svuotato di funzioni: tribunale, uffici, ospedale, senza dotarlo d’altre. Così, piano piano una città si uccide”.

Filippo Rossi

Ancora la politica: Fini, Fioroni e Michelini. Tre politici con cui Rossi in momenti diversi si è incontrato e scontrato. “Gianfranco Fini è grande politico, ha capito quello che sarebbe successo nel centro destra, la deriva populista che sarebbe arrivata e che occorreva un centrodestra normale. Ma ha sbagliato. Ha capito il problema, però non ha dato la soluzione”.

Su Fioroni, preferirebbe glissare: “Non voglio che domani ci facciate il titolo. Che mi frega di Fioroni?”. Ma con l’ex deputato ci ha governato in comune, seppure per un periodo limitato. “Il potere che Fioroni ha avuto a Viterbo è il sintomo della debolezza di questa città. La gente gli ha dato un potere che lui non ha mai avuto. È stato un deputato che per un po’ di mesi ha fatto il ministro. Questo è stato. La centralità nel sistema politico viterbese è la cifra della debolezza politica di Viterbo”. Ma con Fioroni, Rossi almeno all’inizio ha condiviso il progetto di Moderati e riformisti. “È stato un errore – ammette Rossi – mi sono illuso che fosse una cosa vera. Ma Fioroni fa queste cose qua, sta nel Pd, non ci sta…”.

Dulcis in fundo, ma nemmeno troppo dolce, in fondo, Leonardo Michelini. “Tutti gli amici del sindaco che ho incontrato in questi mesi, ma anche prima, mi hanno raccontato la delusione nei suo confronti. Perché non ha fatto il sindaco. È stato il nulla totale, mi spiace perché una bravissima persona. Però non ha saputo interpretare cosa voglia dire fare il sindaco con i poteri che oggi ha”. Dovendo salvare almeno una cosa che il primo cittadino ha fatto: “L’accordo con Filippo Rossi”.

Giuseppe Ferlicca

 


Condividi la notizia: