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“Grande distribuzione, serve rigorosa regolamentazione aperture festive”

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Paola Celletti

Paola Celletti

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Ho letto con interesse la nota dell’Usb sui tempi e sugli orari della città e soprattutto sui tempi di vita dei lavoratori della grande distribuzione.

Non ho alcuna difficoltà a esprimermi a favore di una rigorosa regolamentazione delle aperture festive della grande distribuzione. 

Innanzi tutto per una questione di dignità dei lavoratori, costretti da un contratto iniquo – che prevede soltanto precarietà in cambio di una retribuzione minima – a rinunciare ad affetti  e relazioni in un turbinio di turnazione festive, il cui sostanziale effetto non è  neppure quello di aumentare il profitto e tanto meno quello di procedere all’assunzione di nuovo personale, ma piuttosto quello di eliminare la concorrenza dei piccoli commercianti, favorendo peraltro la lottizzazione delle periferie intorno ai grandi centri commerciali.

Al contrario, il programma della lista Lavoro e Beni Comuni si pone l’obiettivo di riqualificare i centri storici di Viterbo e delle sue Frazioni, oggi a rischio di abbandono, favorendo il ritorno del piccolo commercio e dei servizi che ovviamente non possono competere con centri commerciali aperti 7 giorni su 7, quasi 18 ore al giorno. 

Ridare dignità  al lavoro, ai lavoratori,  preservare il tessuto commerciale e produttivo di una comunità  sono parti del nostro bene comune, di una vita civile a cui non intendiamo rinunciare.

Dovrà semmai essere compito della nuova amministrazione favorire forme di turnazione dei piccoli esercizi commerciali e di ristorazione nei centri storici, secondo le verificate esigenze dei residenti ed anche in funzione dei flussi turistici: ci capita spesso nei giorni festivi di incontrare gruppi di turisti che vagano in una città deserta.

In alcune regioni d’Italia questa riflessione sta  prendendo piede e ci risulta che ad esempio in Trentino si sia già tradotta in atti amministrativi e questo  ci conforta nei nostri obiettivi.

Cambiare si può, si deve, è  necessario  e giusto.

Paola Celletti
Candidata a Sindaco di lavoro e beni comuni


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