Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Spettabile direttore, è la prima volta che scrivo ad un giornale quindi spero perdonerà il mio impaccio.
Le scrivo perché fra pochi giorni sarò chiamata, come tanti altri viterbesi, a scegliere chi dovrà essere il prossimo sindaco di Viterbo.
Le confesso che lo sconforto è tanto: candidati che sparlano di altri candidati, altri che si ritengono migliori a prescindere e altri ancora che “rincicciano” fuori dopo tempo come l’aglio che non si digerisce, senza parlare di chi, senza pudore, si ripropone dopo aver non amministrato la città per 5 anni.
Non le nego che a livello di governo nazionale, pur con molte riserve nei confronti di un partito che non esiterei a definire razzista e xenofobo ho fiducia in quella parte che, pare, voglia davvero cambiare il nostro paese.
Mi chiedo, però, come sia possibile che il candidato del M5S di Viterbo, Erbetti, possa etichettarsi quale unico cambiamento attestandosi meriti che non gli appartengono. Concorderà con me che ci possono essere dei buoni governanti a livello nazionale, ma magari non è lo stesso per quelli dello stesso partito a livello locale; sarebbe stupido e miope affermare il contrario.
Certo, non avendo ancora governato, mi dirà lei, non è possibile giudicare. Vero. Ma allora mi chiedo come sia possibile che non si trovino in rete sul sito, ambiente naturale del movimento, i curricula dei candidati e il programma.
Se si vuole davvero essere forza di cambiamento, parlando di trasparenza, di aprire scatolette di tonno, di rendere i palazzi del potere trasparenti come mai non si possono sapere né le competenze e i titoli di studio del signor Erbetti né quelli dei candidati consiglieri che egli propone come “cambiamento”?
Il programma l’ho letto grazie ad un giornale che l’ha messo online, ma sul sito del M5S di Viterbo non c’è nulla. Come è possibile? Si potrebbe pensare: “Magari vado alle riunioni del movimento e li potrò sapere quanto mi preme”. No mi spiace, le risposte, da cittadina, ho il diritto di averle senza andare alle riunioni, a prescindere se io possa o meno parteciparvi.
È interesse di chi vuole governare farsi conoscere soprattutto se predica trasparenza e diversità dagli “altri”, non devo essere io a chiedere.
Non voglio pensare che ci sia qualcosa da nascondere; ma allora perché non rendere pubbliche queste informazioni? O ci sono due pesi e due misure?
Con sconforto la saluto e la ringrazio della pazienza
Giuliana Pellegrini
