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“Infrastrutture, Viterbo deve essere collegata al resto del mondo”

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Francesco Agostini, segretario generale Filca Cisl Lazio Nord

Francesco Agostini, segretario generale Filca Cisl Lazio Nord

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – I dati della crisi economica sono chiari, se da un lato il comparto delle costruzioni ha trascinato nella recessione un indotto molto importante tra vari settori, dal trasporto alla cavazione, ai manufatti in cemento sino ad arrivare al metalmeccanico, dall’altro ad aggravare il tutto c’è stato un totale stallo negli investimenti legati ad altri settori, che non hanno arginato questa problematica trasformando man mano la crisi economico-finanziaria in crisi sociale vera e propria.

La nostra provincia avrebbe dovuto prevedere che la bolla speculativa del settore delle costruzioni sarebbe esplosa, creando gravi problemi all’economia e si sarebbe dovuto pensare a come rilanciare il territorio.

Investire sul turismo ad esempio potrebbe rappresentare una grande opportunità. Viterbo canalizza solo 200mila turisti l’anno, nonostante sia una delle uniche tre città papali al mondo assieme a Roma e Avignone, a differenza di Orvieto che ne accoglie oltre 300mila e Civita di Bagnoregio quasi un milione.

Anche rilanciare la nostra Università, che ha saputo conquistare appeal oltre provincia, dimostrato dal fatto che gli studenti fuori sede hanno sopravanzato i viterbesi. Creando quindi quelle condizioni di interesse e di attrazione verso il nostro territorio.

Ma tutto questo può essere possibile solo ripartendo da un’azione decisa di miglioramento dei collegamenti che stanno penalizzando fortemente la nostra provincia.

Proprio per questo rimaniamo allibiti riguardo i recenti proclami che invocano il blocco definitivo della Trasversale, almeno fin quando non si sarà deciso un nuovo percorso alternativo al tracciato verde. Se ancora non ci rendiamo conto che bisogna dare continuità alle scelte di chi ci ha preceduto non potremmo mai, vedere il completamento di un’opera, continuando ad alimentare l’isolamento della nostra provincia.

Se ancora non vengono superate le divisioni sulla necessità di collegare Viterbo al resto del mondo circostante attraverso una rete infrastrutturale moderna, Roma in primis, significa che le nostre classi politiche stanno sbagliando tutto.

Sono passati decenni da quando si parlava di raddoppio della Cassia e tutto è finito nel dimenticatoio nonostante sia stato affidato l’incarico per la progettazione definitiva nel 2009 alla ATI Bonifica spa e SAIM s.r.l. e nonostante questo progetto abbia ricevuto parere positivo dal ministero dell’ambiente nel 2012 e dal ministero dei beni culturali nel 2014.

Sono passati decenni da quando sembrava definito il raddoppio della ferrovia Viterbo Roma. Gli stessi decenni per tutte le opere infrastrutturali che ci riguardano.

L’economia della nostra bellissima provincia rischia di rimanere soffocata da questo immobilismo-ostruzionismo ormai generazionale, che alimenta solo disoccupazione e precarietà, entrambi elementi che minano la dignità di una persona e quindi di ogni cittadino.

E nonostante ciò si continua con l’inutile querelle del sì o del no a questa e a quella infrastruttura confermando purtroppo che nessuno schieramento politico o governo è migliore dell’altro e che al peggio non c’è mai fine.

Francesco Agostini
Segretario generale Filca Cisl Lazio Nord


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