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La cultura egiziana rivive a piazza San Lorenzo…

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Caffeina 2018 - La Cairo opera house ballet company

Caffeina 2018 – La Cairo opera house ballet company

La ministra della cultura egiziana Ines Abdel-Dayem

La ministra della cultura egiziana Ines Abdel-Dayem

Caffeina 2018 - Erminia Gambarelli Kamel

Caffeina 2018 – Erminia Gambarelli Kamel

Caffeina 2018 - La Cairo opera house ballet company

Caffeina 2018 – La Cairo opera house ballet company

Caffeina 2018 - La Cairo opera house ballet company

Caffeina 2018 – La Cairo opera house ballet company

Caffeina 2018 - La Cairo opera house ballet company - Benedetti e la ministra Ines Abdel-Dayem

Caffeina 2018 – La Cairo opera house ballet company – Benedetti e la ministra Ines Abdel-Dayem

Caffeina 2018 - La Cairo opera house ballet company

Caffeina 2018 – La Cairo opera house ballet company

Caffeina 2018 - La Cairo opera house ballet company

Caffeina 2018 – La Cairo opera house ballet company

Caffeina 2018 - La Cairo opera house ballet company

Caffeina 2018 – La Cairo opera house ballet company

Viterbo – Una combinazione di musiche meravigliose e movimenti armonici. La Cairo opera house ballet company ha emozionato in piazza san Lorenzo per il terzo dei Grandi eventi di Caffeina. Una performance intensa, quella del Balletto Faraonico, con cui la compagnia ha portato a Viterbo – e porta nel mondo – la storia dell’Egitto.


Gallery: Il balletto faraonico


Sul palco i ballerini sembravano volare movendosi leggeri nello spazio a disposizione.
Vesti dorate, azzurre o verdi impreziosite da accessori arricchiti di pietre che brillavano sotto le luci del palco. Effetti in grado di rievocare atmosfere egizie.

In prima fila, ad applaudire, la ministra della cultura egiziana Ines Abdel-Dayem, che, a fine spettacolo, è andata a salutare i ballerini della compagnia.

“Eugenio Benedetti – ha detto la ministra – è venuto al Cairo e mi ha parlato di questo festival. L’idea di portare il balletto faraonico sulla cultura egiziana è stata mia, in linea con l’iniziativa della mostra “Egyptian Treasures”. Tra qualche giorno, ci sarà lo spettacolo della “Reda troupe” che è una compagnia di ballo che racconta la tradizione del folklore del deserto e dell’Egitto e, nei prossimi mesi, il balletto della Tannura. Ma oltre a queste iniziative ce ne saranno delle altre.

E’ un buon inizio e rappresenta il primo passo per consolidare l’amicizia culturale tra i due paesi. Gli egiziani amano l’Italia. Non vedono differenze tra tutti i popoli del Mediterraneo che hanno tutti lo stesso modo di esprimersi. Ho visitato molte città italiane, ma mi sono innamorata di Viterbo”.

Prima dello spettacolo, c’è stata l’inaugurazione della mostra “Le icone copte” ospitata a palazzi dei Papi. Oltre alla ministra erano presenti l’ambasciatore d’Egitto in Italia Hisham Mohamed Badr, il vescovo Lino Fumagalli, il senatore della Lega Umberto Fusco e il prefetto Giovanni Bruno che ha poi assistito al balletto.

La serie di iniziative è stata possibile anche grazie all’impegno di Eugenio Benedetti Sib – Società italiana di Beneficenza Roma-Il Cairo. “Mio nonno – ha detto Benedetti al taglio del nastro – ha passato la vita a lavorare in Egitto, curando i malati, noi ci occupiamo della terapia dell’anima, grazie a questi eventi che abbiamo organizzato. Ringrazio la ministra della cultura egiziana che ha molto a cuore l’attività del balletto di stato. Il nostro obiettivo è quello di fare il massimo sul piano culturale, perché siamo convinti che questo settore sia in grado di creare un ponte fra popoli e nazioni”.

Sul palco a fine spettacolo anche la direttrice artistica della compagnia, l’italiana Erminia Gambarelli Kamel.


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