Viterbo – La farmacia al Riello? No, grazie.
Le dottoresse Clizia Gentili e Gloria Lallini della farmacia Riccardi di via della Palazzina e la dottoressa Maria Vittoria Terracina della farmacia del Pilastro sono ricorse, tramite l’avvocata Laura Giordani, al Tar contro il comune di Viterbo e la regione Lazio. La richiesta è l’annullamento di due delibere, una della giunta comunale e l’altra della giunta regionale, per la realizzazione della ventesima farmacia della città dei Papi. La farmacia Riello, così chiamata perché dovrebbe sorgere nell’omonima zona. Una “zona – si legge nel ricorso – dove hanno sede gli uffici giudiziari e l’università”, e quindi “evidentemente popolata solo in alcune ore diurne e attualmente servita dalle due farmacie ricorrenti”.
Contro le delibere del comune di Viterbo e della regione Lazio avevano già “espresso parere negativo sia la Asl che l’ordine dei farmacisti”. Quest’ultimo, in particolare, ha ritenuto che “la localizzazione proposta non garantisce un’equa distribuzione del servizio farmaceutico”. Secondo una legge del 2012, “il numero delle autorizzazioni è stabilito in modo che via sia una farmacia ogni 3mila 300 abitanti”.
Per le farmacie di via della Palazzina e del Pilastro l’apertura della ventunesima sarebbe “illegittima”, e si sono rivolte al Tar perché “lese nei propri interessi. Nella zona – si legge nel ricorso – insiste il proprio servizio”, e è “possibile il prodursi di un effetto negativo, consistente in un’antieconomicità nella gestione dell’esercizio farmaceutico posseduto”.
Il comune, da parte sua, ha già autorizzato l’avocato Cesare Cardoni a costituirsi per resistere al giudizio.
