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“La legge 107 trasforma la scuola da comunità a ufficio pubblico”

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Caffeina - La Uil Scuola incontra la politica per parlare di istruzione

Caffeina – La Uil Scuola incontra la politica per parlare di istruzione – Pino Turi e Silvia Somigli

Caffeina - La Uil Scuola incontra la politica per parlare di istruzioneCaffeina - La Uil Scuola incontra la politica per parlare di istruzione

Caffeina – La Uil Scuola incontra la politica per parlare di istruzione – Silvia Somigli

Caffeina - La Uil Scuola incontra la politica per parlare di istruzione

Caffeina – La Uil Scuola incontra la politica per parlare di istruzione – Pino Turi

Caffeina - La Uil Scuola incontra la politica per parlare di istruzione

Caffeina – La Uil Scuola incontra la politica per parlare di istruzione

Caffeina - La Uil Scuola incontra la politica per parlare di istruzione

Caffeina – La Uil Scuola incontra la politica per parlare di istruzione

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Caffeina – La Uil Scuola incontra la politica per parlare di istruzione

Caffeina - La Uil Scuola incontra la politica per parlare di istruzione

Caffeina – La Uil Scuola incontra la politica per parlare di istruzione

Caffeina - La Uil Scuola incontra la politica per parlare di istruzione

Caffeina – La Uil Scuola incontra la politica per parlare di istruzione

Caffeina - La Uil Scuola incontra la politica per parlare di istruzione

Caffeina – La Uil Scuola incontra la politica per parlare di istruzione

Caffeina - La Uil Scuola incontra la politica per parlare di istruzione

Caffeina – La Uil Scuola incontra la politica per parlare di istruzione

Caffeina - La Uil Scuola incontra la politica per parlare di istruzione

Caffeina – La Uil Scuola incontra la politica per parlare di istruzione

Viterbo  “I governi hanno l’obiettivo di mantenere i poteri, noi vogliamo mantenere i diritti. La legge 107 trasforma la scuola da comunità a ufficio pubblico, un opificio dove si produce qualcosa”. Il segretario nazionale Uil scuola Pino Turi parla dell’importanza del sindacato. Istruzione e politica si intrecciano in un incontro a Caffeina dell’altro ieri. 

Fotogallery: La Uil Scuola incontra la politica per parlare di istruzione

La legge 107, l’attacco nei confronti del sindacato, “corpo intermedio da eliminare” e il processo di regionalizzazione del sindacato. Questi i temi affrontati dai relatori al tavolo dell’iniziativa organizzata dalla segretaria regionale della Uil scuola Silvia Somigli nell’ambito del festival. Ne hanno discusso Daniele Peroni, provveditore agli studi, il consigliere regionale Pd Enrico Panunzi e il segretario nazionale della Uil scuola Pino Turi. Hanno portato il loro contributo anche il senatore leghista Umberto Fusco e il neo sindaco di Viterbo Giovanni Arena. Moderava il giornalista Daniele Camilli.

“Vi ringrazio – ha esordito Somigli – perché siete stati eccezionali nel dimostrare questo fortissimo senso di appartenenza che è una tipicità del nostro sindacato stasera rappresentato dal segretario nazionale Turi che è sempre vicino a noi. Approfondiremo delle questioni dando spazio a chi può entrare nel merito in forma propulsiva e propositiva, concertando le istanze in un momento di metamorfosi della vita della scuola.

Il sindacato, in questo ultimo anno, ha dimostrato la sua forza e se qualcuno, nel precedente governo, aveva pensato che il corpo intermedio potesse essere messo in panchina, forse si è accorto del contrario. Il 30 novembre scorso si è chiuso un accordo importante all’interno della pubblica amministrazione che ha rivisitato una serie di questioni della vecchia legge Brunetta che, toccando anche il mondo della scuola, aveva compromesso alcuni nostri diritti.

La legge 107 è stata il colpo di grazia, una legge contro la buona scuola e non per la buona scuola. Ma noi siamo riusciti a rivederne le spigolosità. L’iniziativa di oggi è per il bene del territorio che a noi sta a cuore e per il quale ci prodighiamo tutti i giorni. Lanciamo delle sollecitazioni che sono una base da cui partire per lavorare insieme”.

Proprio il segretario nazionale Uil scuola Turi ha illustrato l’azione del sindacato negli ultimi tre anni in un contesto politico che aveva tentato di depotenziarne il ruolo e le funzioni. “Caffeina – ha detto Turi – mi ricorda e mi fa pensare all’eccitazione, e la nostra segretaria ci dà quella eccitazione culturale utile al dibattito per cui non posso che ringraziarla.

Un pezzo importante del paese sta nelle istituzioni e la scuola è una di quelle. I corpi intermedi sono invece l’asse della democrazia del paese e l’attacco ai sindacati è stato fatto perché ci vogliono inculcare un modello neoliberista dell’efficienza e del mercato, in base a cui tutto si misura con l’egoismo e con i soldi. Non si vive, però, di solo pane ma di ideali e di valori che mettono insieme un paese e che si costruiscono nella scuola.

Oggi c’è un conflitto con la società e una sostituzione dei valori, da quelli costituzionali a quelli del neoliberismo e quindi dell’individualismo.

Noi non ci rassegniamo e svolgiamo la nostra azione anche per indirizzare la politica e i partiti sugli errori fatti, come quello della legge 107 che trasforma la scuola da comunità a un grande ufficio pubblico, un opificio dove si produce qualcosa. A scuola invece si producono idee e socialità. La scuola è inclusiva e accoglie i più deboli per farli diventare più forti. Non il contrario.

Non si può ragionare solo per costi perché ci sono dei diritti che sono incommensurabili e da cui dipende la nostra libertà che non si può misurare. Per esempio, la 107 ha introdotto l’errore pazzesco di dare al dirigente la possibilità di scegliere il docente. Non si possono scegliere i membri di una comunità, perché così l’insegnante non è nella condizione di essere libero. La Uil ha sempre detto di voler fare una battaglia culturale e non sindacale. Perché una scuola non libera ricade direttamente sugli studenti e le famiglie. Noi combattiamo per loro.

Stiamo svolgendo un’azione politica perché la politica è assente e tende ad agevolare i desideri degli utenti, però noi nella scuola non abbiamo utenti, ma cittadini. La scuola può essere identificata come una funzione dello stato o come un servizio. Deve esserci educazione e formazione.

La 107 voleva trasferire la malattia della società nella scuola che è invece la ricetta e non la causa. Su questo ci stiamo spendendo e, rispetto alla politica , abbiamo trovato il consenso, non soltanto degli iscritti, ma anche della popolazione. Vedremo ora le linee che vorrà seguire il nuovo ministro che ancora non abbiamo incontrato. Passi avanti ne sono stati fatti e attraverso lo strumento contrattuale stiamo modificando la 107.

Se quindi qualcuno ancora dice che non può essere un accordo sindacale a modificare una legge dello stato o è in malafede o è ignorante, perché la contrattazione collettiva è in grado di farlo.

Non ne facciamo una questione di destra o sinistra perché non ci interessa. Questo è un sindacato laico, libero e indipendente. Non ha pregiudizi. Esprimeremo giudizi solo dopo aver visto le intenzioni del governo che non è comunque nell’ottica di eliminare i corpi intermedi. I governi hanno l’obiettivo di mantenere i poteri, noi vogliamo mantenere i diritti. Il paese ha bisogno di corpi intermedi, perché solo se dal basso ognuno fa il suo mestiere si riesce a tenere unito”.

Per Turi, meglio l’alternanza etica a quella scuola-lavoro. “La 107 introduce l’obbligo dell’alternanza scuola-lavoro. La scuola statale deve creare le condizioni per aprire un contatto con questo mondo attraverso un progetto che avvicini i ragazzi. Prendiamo gli studenti e li mandiamo nelle fabbriche per fare 400 ore di lavoro con tutta la burocrazia che implica questa procedura. E’ un errore.

Dobbiamo far crescere le persone e lo stato deve essere liberale, senza indirizzare con un eccesso di dirigismo.

La responsabilità del progetto, infatti, deve essere della scuola ed è per questo che la Uil scuola, per evitare di non restare fuori dal dibattito, ha fatto fatto una convenzione, chiamandola alternanza etica che non è uno sfruttamento dei giovani a lavorare, ma un modo per far vedere ai giovani cosa sia il lavoro e al tempo stesso per fargli conoscere il sindacato.

Il sindacato non può morire fin ché c’è democrazia, è una sorta di polizza di assicurazione dei diritti del lavoratore. Dobbiamo evitare che la scuola possa formare consumatori anonimi, dobbiamo difendere l’istituzione scolastica”.

Turi è stato confermato segretario nazionale per il secondo mandato. “Sindacalmente abbiamo avuto un momento difficilissimo e la 107 è stato un treno che ha travolto tutti. Il governo prima di arginare il treno ha cercato un modo per indebolire il sindacato. Non ci sono riusciti. Il sindacato esce rafforzato dalla battaglia culturale degli ultimi tre anni. Lo dimostrano le elezioni Rsu che hanno consolidato la forza della Uil. 

Il sindacato confederale è quello che ha avuto l’ambizione di fare politica per tutelare i diritti dei più deboli e dei lavoratori. Questo è un aspetto da difendere e non da eliminare. Sulla scuola non si scherza, perché la gente la sente propria e prima di smantellarla se la difende. Con l’ultimo congresso abbiamo detto di essere cocciuti e di voler far valere le nostre idee. Saranno la nostra stella cometa con un’apertura a tutti i contributi e anche a chi non la pensa come noi. La società sta vivendo un momento di torpore – ha concluso Turi – sta a noi risvegliarla”.

In apertura il provveditore Daniele Peroni è intervenuto sulla legge 107 e la possibilità di mantenerla o modificare quelle storture che, per il sindacato, hanno attanagliato il personale della scolastico. “Qualcosa di buono l’ha fatto, come l’immissione di risorse nel settore dell’istruzione e poi il piano straordinario di assunzioni pur con l’effetto negativo dell’esodo dei docenti al nord.

Proprio due giorni fa, comunque, sono stati rivisti due punti e cioè la chiamata diretta che diventerà centralizzata e gestita dagli uffici scolastici provinciali sulla base della graduatoria. E poi, l’altro punto approvato per cui non scompare il bonus docenti e vengono contrattualizzati i livelli di attribuzione insieme ai sindacati”.

Il consigliere regionale Panunzi ha approfondito il dimensionamento scolastico e le possibili ripercussioni sul territorio: “Negli ultimi anni – ha detto il consigliere regionale Pd – si è parlato troppo di razionalizzazione e di riduzione dei costi. O mettiamo nelle scelte politiche dei costi sociali o facciamo ragioneria pura ed è così che si chiudono le scuole, le caserme dei carabinieri e gli uffici postali. La scuola, invece, è un sistema complesso e come tale va considerato. Ogni decisione, come per esempio quelle del ridimensionamento scolastico, ha ripercussioni sociali, culturali ed economiche sul territorio. C’è da fare poi tutta una serie di riflessioni sulla composizione della popolazione scolastica anche alla luce del calo demografico”.

Sul ruolo dei sindacati ha precisato: “Hanno funzioni fondamentali di ammortizzatori e hanno fatto questa repubblica, determinando insieme alla politica le linee guida del paese. Sono un freno ai particolarismi”.

Panunzi ha quindi approfondito l’aspetto dell’alternanza scuola lavoro: “Ha difetti evidenti e a rivista, ma non smantellata”.  Infine sulla legge della riforma dell’Adisu che verrà discussa in consiglio la prossima settimana: “Viene snellito il cda e si passa da 5 a 3 sedi territoriali – Lazio Nord: sede di Viterbo – Lazio sud: sede di Cassino e poi Roma. Tutto ciò con un conseguente risparmio di circa 500mila euro portando a regime 30 milioni di euro all’anno a sostegno dello studio universitario”.

Ha portato i suoi saluti anche il neo sindaco Giovanni Arena. “Sono nato in quest’ambiente – ha detto Arena – mio padre e mia madre erano presidi, i miei fratelli erano insegnanti e io stesso ho intrapreso questa carriera. Ringrazio Silvia che è stata sempre vicina a queste problematiche e la collaborazione è importante. Lei è l’energia vitale con il suo dinamismo e la sua voglia di fare. Continuerò a rapportarmi con la Uil scuola, come ho sempre fatto e come farò anche da sindaco”.

Il senatore leghista Umberto Fusco ha assicurato il sostegno del governo: “Saluto il mondo della scuola che ho molto a cuore. La 107 è stato un terremoto sotto tutti gli aspetti, ma da parte mia e del governo c’è grande impegno nel risolvere questo problema. La segretaria Somigli, che è molto attenta e sensibile a queste tematiche, e tutta la Uil scuola possono contare su di noi. Siamo dalla vostra parte”.

Ad aprire la serata il direttore della Fondazione Caffeina Andrea Baffo: “Silvia Somigli – ha detto Baffo – è una macchina da guerra che se si mette in testa una cosa la fa. Sono contento che dentro Caffeina sia possibile la presenza di un mondo così delicato che fabbrica i cittadini di domani. Il festival è nato come contenitore e nella schizofrenia del suo programma si possono ascoltare argomenti come questo che intrecciano politica e istruzione e nello stesso momento sapere che in un’altra piazza c’è Gioele Dix perché è uno scambio di cultura e uno zapping dal vivo”.

Infine Somigli pensando alle cosiddette ‘vittime dell’algoritmo’  che ha gestito la mobilità 2016/2017: “Ho sempre pensato che quando un sindacato non riesce a risolvere un problema rispetto alla funzione che ha e cioè di portatore di interessi generali e deve attingere a uno studio legale per ricondurre le fila di un algoritmo di un legislatore che ha anteposto la dignità del lavoratore al calcolo matematico, il sindacato, purtroppo, fallisce la sua mission.

E’ un peccato che sia stato un giudice a dire che una nostra insegnante doveva rimanere a Viterbo, perché dovevano bastare le nostre richieste per farla ritornare a casa. E’ vero che la 107 ha immesso in ruolo 100mila docenti, ma a quale prezzo? Un prezzo troppo alto.

Non siamo per i contenziosi, non è il ruolo che a noi piace per far valere i diritti, noi vogliamo farlo secondo schemi giusti. Siamo accanto a voi tutti, dirigenti, docenti e personale Ata. Grazie per darci la forza di esistere”.

In sala tante persone del mondo della scuola e non ad assistere al dibattito. 

Paola Pierdomenico


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