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“La mano è calda e irrorata”

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Antonio Castagnaro, primario di ortopedia e chirurgia della mano

Antonio Castagnaro, primario di ortopedia e chirurgia della mano

Viterbo – (p.p.) – Il 77enne che domenica a Orte si è tagliato una mano con una falce è stato operato per diverse ore a Belcolle dal team dell’unità operativa di Chirurgia della mano, diretta dal primario Antonio Castagnaro, eccellenza e punto di riferimento nel Lazio, e da quello di Chirurgia vascolare del dottor Domenico Alberti.

L’uomo si era provocato una profonda ferita mentre stava tagliando l’erba in località Castel Bagnolo.

Immediato l’intervento del 118 che lo ha trasportato a Belcolle in eliambulanza dove è stato sottoposto al delicato intervento.

“Il paziente – racconta il dottor Castagnaro – si era tagliato tendini, nervi e vasi. Aveva quella che noi, in gergo, chiamiamo una lesione complessa e cioè di più strutture determinanti. Ha 77 anni e quindi è una persona abbastanza grande per cui le reazioni dell’organismo sono completamente diverse da quelle di un ragazzo di venti anni. Abbiamo fatto tutto quello che serviva al momento, sono stati suturati i piccoli vasi, i nervi e i tendini, l’osso invece non era stato toccato.

E’ stato un intervento che è durato circa 4 ore e abbiamo operato in sinergia con l’équipe della chirurgia vascolare. Con me c’era la dottoressa Donatella Tagliente, mentre ad assistere il mio collega Alberti c’era il dottor Modoni. Alla fine della giornata, la mano era calda perché arrivava il sangue che è la cosa principale per la sopravvivenza della mano, dato che, al contrario, non arrivano sostanze nutritive e l’arto è destinato ad andare in necrosi e quindi a morire.

Domenica, poi, come centro di microchirurgia di riferimento del Lazio, avevamo reperibilità regionale, ed eravamo quindi già operativi, questo ci ha permesso di agire nell’immediato”.

Castagnaro sottolinea l’importanza del lavoro di squadra. “Visto che c’era anche una lesione di vasi di una certa importanza, e dato che avevamo la possibilità di coordinarci coi colleghi della chirurgia vascolare, abbiamo fatto un buon lavoro di équipe, che è stata la cosa migliore, visto che in questo modo ci siamo interscambiati affrontando al meglio un intervento che ha richiesto diverse ore e l’apporto di varie competenze.

E’ stato bello lavorare in sinergia con varie strutture, un’ampia collaborazione che c’è da anni e che rappresenta un vantaggio per i pazienti, dato che le singole lesioni possono essere gestite dal migliore specialista possibile per dare quell’efficienza e quell’eccellenza che servono in questi casi con nervi molto piccoli, intorno al millimetro, così come i vasi”.

Ci vorrà del tempo per capire se l’intervento ha ridotto i danni dell’incidente. “In questo momento – continua il medico – la mano è irrorata e calda, ma per esprimere un giudizio completo ci vorranno 48/72 ore per quanto riguarda la parte vascolare e sicuramente dei mesi per il recupero dei nervi e dei tendini. Forse saranno necessari altri interventi, ma quello di domenica è stato fatto secondo quello che doveva essere fatto, coi canoni classici e più innovativi e soprattutto d’urgenza visto che il paziente è stato portato in sala non appena arrivato in ospedale. Siamo cauti sul giudizio, però, il paziente sta reagendo bene”.


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