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“La mia è una vita meravigliosa, fatta di sacrifici ma anche di valori”

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La comandante dei carabinieri di Civita Castellana, maggiore Anna Patrono, su Rai 1

La comandante dei carabinieri di Civita Castellana, maggiore Anna Patrono, su Rai 1

A destra la comandante dei carabinieri di Civita Castellana, maggiore Anna Patrono, su Rai 1

A destra la comandante dei carabinieri di Civita Castellana, maggiore Anna Patrono, su Rai 1

La comandante dei carabinieri di Civita Castellana, maggiore Anna Patrono, su Rai 1

La comandante dei carabinieri di Civita Castellana, maggiore Anna Patrono, su Rai 1

La comandante dei carabinieri di Civita Castellana, maggiore Anna Patrono, su Rai 1

La comandante dei carabinieri di Civita Castellana, maggiore Anna Patrono, su Rai 1

La comandante dei carabinieri di Civita Castellana, maggiore Anna Patrono (seconda da destra)

La comandante dei carabinieri di Civita Castellana, maggiore Anna Patrono (seconda da destra)

Civita Castellana – È stata fra le prime tre donne dell’Arma a diventare maggiore. Era il 2014, e aveva solo 35 anni. E l’anno successivo assume il comando della compagnia dei carabinieri di Civita Castellana. Ma Anna Patrono, oltre ad appartenere alla famiglia della Benemerita dal 2000, è pure madre di due bimbi di 6 e 11 anni. “I miei piccoli uomini – racconta la maggiore dei carabinieri in un’intervista su Rai 1 – vivono quella che è la mia vita, la mia quotidianità. A loro consiglierei la carriera militare. Gli direi che è una vita meravigliosa, fatta di sacrifici ma di valori”.

La comandante della compagnia di Civita Castellana ieri è stata ospite del programma mattutino della prima rete Rai Quelle brave ragazze. Insieme a tre colleghe: a una sergente maggiore dell’Esercito, a una capitana dell’aeronautica militare e a una comandante della marina. “I miei figli vivono con me in caserma – continua Patrono -, e assistono quotidianamente alla mia vita professionale”.

Anna Patrono entra in accademia con il primo corso aperto alle ragazze, inaugurato il 16 ottobre 2000 quando era ministro della Difesa l’attuale presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Nata a Montevarchi, in provincia di Arezzo, nel 1979, ha solo 21 anni quando entra nell’Arma. Figlia d’arte del maggiore dei carabinieri Pietro, Patrono fino al 1999 vive a Pordenone. Lì il padre è stato prima comandante di compagnia e poi del reparto operativo, e lì Patrono ha frequentato il liceo scientifico.

Nel 2000 entra nella prestigiosa accademia universitaria di Modena, 182esimo corso, e dopo il biennio completa gli studi alla scuola ufficiali di Roma e si laurea in giurisprudenza. Prima tenente e poi capitano, dal 2014 è maggiore. L’anno successivo assume il comando della compagnia di Civita Castellana. Ma Anna Patrono è stata anche comandante di plotone al reggimento a cavallo dell’Arma, insegnante al battaglione allievi di Roma, capo ufficio personale al comando delle scuole dell’Arma e comandante di una compagnia della scuola allievi carabinieri della capitale.

Curiosa la sua specializzazione: è gender advisor. In pratica addestra i militari a tenere il giusto comportamento con tutti. Donne, uomini, gay e gente incontrata nelle missioni estere. Lo scorso anno Patrono è stata team leader di un corso di formazione a Baghdad per la polizia femminile dell’Iraq. L’obiettivo era trasmettere le competenze italiane in materia di violenza di genere e pari opportunità, analizzare la posizione della donna nella società e il suo ruolo in Iraq, approfondire le tematiche inerenti alla tutela dei diritti umani e al trattamento delle vittime di violenze domestiche.


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