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“La nostra non è stata una sconfitta, il processo di cambiamento non si ferma…”

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Viterbo - Chiara Frontini

Viterbo – Chiara Frontini

Viterbo – “La nostra non è stata una sconfitta ed è iniziato un processo di cambiamento che non si fermerà”. Chiara Frontini (Viterbo 2020) guarda l’esito del voto da un’altra prospettiva. Quasi 12mila persone le hanno dato fiducia al ballottaggio contro Arena e, per un soffio, 530 voti, non ce l’ha fatta. Questi numeri per lei hanno un significato preciso: “Con Viterbo è nata una storia d’amore e i viterbesi devono capire che siamo un punto di riferimento”. Continua quindi a lavorare per pianificare i prossimi mesi: “Vogliamo farci trovare pronti alla prossima scadenza elettorale… quando sarà”. E sul non essersi apparentata: “E’ una questione di coerenza”.

Non è riuscita ad essere eletta sindaco per 530 voti rispetto al suo sfidante Arena. Come commenta questo risultato?
“E’ stato un risultato importantissimo – dice Frontini – perché quasi 12mila cittadini hanno votato una giovane donna sindaco. Questo vuol dire che la città è pronta per noi. Il mio lavoro e quello della mia squadra sarà quello di raggiungere le persone che non abbiamo raggiunto in questi anni, e che poi sono quelle che, sostanzialmente non sono andate a votare, perché forse il nostro messaggio non è stato abbastanza forte. Arriveremo al prossimo appuntamento elettorale, quando sarà, ancora più maturi e strutturati con una classe dirigente ancora più preparata a prendere in mano le sorti della città”.

Perché dice “quando sarà”?
“Viste le premesse, non è detto che sarà fa cinque anni… Non dipenderà da noi, ma vogliamo essere pronti in qualsiasi momento, sia che sarà tra 5 anni, sia che non lo sarà”.

Per lei, quindi, la maggioranza non parte col piede giusto?
“Vogliamo vederli lavorare, ma già il fatto che ci sia la necessità di aggiungere un altro assessore per, parole testuali, far sì che tutte le componenti della maggioranza siano rappresentate, è la solita logica politica della spartizione e non di certo una decisione sul merito o sulle competenze come noi l’avevamo impostata. Avevamo assegnato assessorati a figure che avevano competenze e professionalità per farlo. Ora dunque vogliamo vederli all’opera, poi, da opposizione, giudicheremo, proporremo e contrasteremo le opere fatte. Aspettiamo di vedere le prime mosse, senza criticare a priori”.

La lista civica è il valore aggiunto di questa tornata elettorale?
“Senza ombra di dubbio. Il risultato che noi abbiamo ottenuto, con quasi 12mila voti, significa che in realtà il partitismo e la partitocrazia sono al tramonto inoltrato. Quindi, c’è soltanto da continuare a costruire e strutturare, consolidare, parlare e stare in mezzo alla gente. E’ evidente che in città si è affermato un nuovo modo di fare politica che passa attraverso il coinvolgimento dei cittadini e il civismo, le competenze e una ‘struttura light’ che coinvolga e non imponga di sceglierci”.

E’ vero che si vince anche solo per un voto di scarto, ma per lei, quella di Arena è stata una vera vittoria?
In democrazia chi prende un voto in più vince e ha l’onere e l’onore di governare. Dobbiamo rispettare gli elettori tutti, anche quelli che non ci hanno sostenuto o che non sono andati a votare. Detto questo, la nostra non è stata una sconfitta ma anzi lo riteniamo un risultato storico per Viterbo. Da qui ripartiremo sempre vicini alle persone, costruendo una nuova classe dirigente e alimentando quelle emozioni che siamo stati in grado di risvegliare nella città. Sono convinta che è iniziato con noi un processo di cambiamento che, essendo stato innescato, non si ferma. Non potranno fermarlo”.

In molti, l’hanno accusata di essere superba e di aver evitato apparentamenti, continuando dritta per la sua strada senza scendere a compromessi. E’ una cosa che l’ha penalizzata?
“Non è questione di superbia o alterigia, ma di coerenza e di avere il coraggio di fare le proprie scelte. Apparentarci con chicchessia avrebbe significato che il progetto sarebbe diventato qualcos’altro e, forse, proprio questo ci avrebbe penalizzato. Fermo restando che, dall’altra parte dell’emisfero, ho sentito dire che tutte le forze che non hanno passato il primo turno ci hanno sostenuto. Non è per niente vero, perché a parte singoli candidati che hanno deciso di darci una mano, in realtà le altre strutture, e cioè Ciambella-Fioroni o Filippo Rossi, hanno fatto una scelta completamente diversa.

Per me, è fondamentale che passi il messaggio che non abbiamo fatto apparentamenti perché non stiamo qui per le poltrone. Non dobbiamo vincere a tutti i costi, mettendo insieme il diavolo e l’acqua santa. Non abbiamo fatto apparentamenti perché o vinceva il nostro programma con le nostre idee e i nostri progetti oppure rientrare in queste logiche spartitorie, che sono poi quelle che stiamo vedendo adesso nella composizione della giunta, non è il bene della città e quindi non ci interessa”.

Che opposizione farà?
“Abbiamo costruito un programma alternativo quanto strutturato per cui proveremo a far sì che trovi affermazione. Allo stesso tempo, faremo un’opposizione dura laddove sarà necessario che sia così e che attuerà un controllo molto stretto perché non passerà uno spillo di un qualsiasi provvedimento che per noi non avrà caratteristiche di massima trasparenza o di limpidezza. Sarà un’opposizione attenta e ovviamente propositiva, perché ci ha sempre caratterizzato la positività”.

Che Viterbo vede nei prossimi cinque anni?
“Una Viterbo dove continuerà ad affermarsi il cambiamento. C’è stata una città che è tornata a emozionarsi e a sperare, su questi sentimenti positivi che si sono creati dobbiamo costruire la nuova classe dirigente. Tra noi e Viterbo è nata una storia d’amore che come sempre accade nasce sull’onda della passione e del trasporto, qualcosa che ti prende nelle viscere. Ora dobbiamo farla evolvere per far capire ai cittadini che noi ci siamo e ci saremo sempre. Devono trovare in noi un punto di riferimento – conclude Frontini – che crescerà e maturerà per essere pronti alla prossima scadenza elettorale”.

Paola Piedomenico


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