|
|
Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – L’Ater, a nome del direttore generale Fabrizio Urbani, si trova costretta ad esprimere alcune doverose precisazioni in merito all’iniziativa pubblica svoltasi il giorno 29 presso l’area privata di via Bruno Buozzi in Viterbo, di proprietà di questa azienda, con la partecipazione di una candidata a sindaco di Viterbo e di due ex consiglieri senza la preventiva autorizzazione dell’Ater stesso.
Si precisa che i lavori di recupero del piazzale su cui affacciano gli edifici Ater, che sono iniziati il giorno stesso della manifestazione, sono finanziati unicamente dall’azienda tramite somme della cassa depositi e prestiti recuperate per un importo di 153mila euro circa, dopo che nei mesi di aprile e maggio 2017 erano arrivate in azienda due segnalazioni del sindacato Sicet in merito allo stato dell’arte del piazzale e senza che vi sia stato alcun interessamento o finanziamento da parte dell’amministrazione comunale.
Per quanto all’intervento di realizzazione di un parcheggio al Pilastro, in via Gino Rosi si precisa che il finanziamento per la sua realizzazione è anch’esso assicurato solo dall’Ater e non già anche dal comune di Viterbo.
Per quanto riguarda il recupero delle aree di proprietà Ater site in via Domenico Corvi, l’azienda tiene a precisare che del finanziamento di 17 milioni euro destinato al risanamento delle periferie stanziato dal ministero delle Infrastrutture per il comune di Viterbo, solo 214mila euro circa sono stati destinati all’Ater che invece, per risanare quella zona, aveva redatto un progetto e avanzato una richiesta di circa 900mila euro. La cosa ha peraltro messo in seria difficoltà l’azienda che avrebbe dovuto ricercare in bilancio circa 700mila euro. L’esiguo stanziamento è stato interpretato dall’ Ater come un malinteso per cui ha preferito rinunciare a questi fondi andando a programmare gli interventi con forze proprie.
Tanto si doveva per manifestare la posizione dell’Ater in merito a quanto avvenuto e dichiarato il 29 maggio e per evitare in futuro l’uso di aree private per manifestazioni pubbliche non autorizzate dall’azienda.
Ater Viterbo


