Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Una donna al ballottaggio.
Certamente non basta il genere, maschile o femminile, a fare la differenza. Ma sono altrettanto convinta che sì, l’esperienza di vita di una donna potrebbe farne un buon sindaco.
Pensare una città a misura di donna, significa pensare a quello che noi, più di altri, ci troviamo ad affrontare nella vita di tutti i giorni: orari di lavoro non compatibili con la famiglia, strutture e servizi che mancano, difficoltà di conciliare la voglia di incidere sul territorio con una propria impresa o attività curando allo stesso tempo la famiglia, le porte chiuse ai colloqui di assunzione solo perché potresti, prima o poi, chiedere il congedo di maternità.
Pensare la città al femminile significa mettere al centro della nostra amministrazione la lotta alla violenza sulle donne insieme al pieno, convinto sostegno a tutte le associazioni che si impegnano su queste tematiche, promuovendo progetti che contrastino la violenza e la discriminazione fin dalle scuole.
Significa lavorare sul problema con una delega ad hoc, che sappia veicolare con efficacia un semplice concetto: a parità di competenze parità di valutazione, indipendentemente dal sesso cui si appartiene.
Significa anche porre in atto un piano di sostegno all’imprenditoria femminile e incoraggiare nei fatti una partecipazione attiva ai bandi regionali e nazionali dedicati a queste tematiche.
Significa porsi sempre in ascolto, con quel valore aggiunto che una donna porta con sé: con la prima sindaco donna della storia della città riusciremo, insieme a tante altre, a rivestire un ruolo senza dubbio impegnativo, ma che ci permetterà di migliorare la qualità della vita di tutti, uomini e donne, che animano la nostra città.
Chiara Frontini
Candidato sindaco Viterbo2020 e Viterbo cambia
