- Viterbo News – Viterbo Notizie – Tusciaweb – Tuscia News – Newspaper online Viterbo – Quotidiano on line – Italia Notizie – Roma Notizie – Milano Notizie – Tuscia web - https://www.tusciaweb.eu -

Merkel rassicura Conte, il premier va a Bruxelles

Condividi la notizia:

Giuseppe Conte

Giuseppe Conte

Roma – Dalla velata minaccia di restarsene a casa al “Ci vediamo domenica a Bruxelles”.

E’ una telefonata della cancelliera tedesca Angela Merkel a cambiare radicalmente la posizione del presidente del consiglio Giuseppe Conte in vista del mini-vertice sull’immigrazione, convocato per domenica a Bruxelles dal presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker.

Nella giornata di ieri, infatti, era stata diffusa la bozza di un accordo già preconfezionato, che avrebbe scatenato l’irritazione del governo di Roma, soprattutto sul tema del ricollocamento dei migranti.

Dopo una serie di contatti con i vari capi di stato, poco fa il premier ha annunciato sul suo profilo Facebook di essere stato contattato da Merkel. “Le ho confermato che per me sarebbe stato inaccettabile partecipare a questo vertice con un testo già preconfezionato – ha scritto Conte -. La Cancelliera ha chiarito che c’è stato un misunderstanding: la bozza di testo diffusa ieri verrà accantonata. Domenica al centro della discussione sull’immigrazione ci sarà la proposta italiana e se ne discuterà insieme alle proposte degli altri Paesi”.

“Nessuno può pensare di prescindere dalle nostre posizioni – ha chiuso il presidente del consiglio – ci vediamo domenica a Bruxelles”.

Immediata, sempre sul social network, la reazione del vicepremier Luigi Di Maio: “Finalmente vedo un’Italia rispettata in Europa e nel mondo. Continui così Presidente”.

Già in mattinata era arrivata la minaccia dell’altro vicepremier, Matteo Salvini, che alla trasmissione televisiva Agorà aveva dichiarato: “Io sono ottimista e penso che troveremo un accordo soddisfacente sulla protezione delle frontiere esterne: sulla carta sono tutti d’accordo, bisogna vedere se dalle parole passeranno ai fatti”.

“Ricordo che l’Italia – aveva concluso Salvini – ogni anno regala sei miliardi all’Unione europea. Io non posso pagare sei miliardi e in cambio prendere le dita negli occhi. Non vorrei esser costretto a ridiscutere questo contributo”.


Condividi la notizia: