Viterbo – Eccola spiegata la legge di risonanza, nell’ultimo romanzo, Il mondo sul soffitto, di Marzia Coltellacci presentato ieri, nel tardo pomeriggio, nella galleria del teatro, nell’ambito del festival Caffeina. E’ questo un lavoro editoriale scritto, pensato e diretto come se fosse un film.
Tre personaggi. Tre storie. Tre città. Tre vite separate intrecciano il loro scorrere per lasciar scoprire che, forse, hanno molto più in comune di quanto si immagini. Londra, Parigi, Roma. Adele, David, Leòn. L’intreccio di tre vissuti, tre personaggi in tre differenti parti del mondo, il cui destino si ricongiunge nel punto di vista dell’autrice, ormai giunta al suo secondo libro.
“Noi pensiamo che il nostro agire non influenzi quanto accade nel mondo, ma invece a ogni nostra azione ne potrebbe corrispondere un’altra, uguale e contraria, dalla parte opposta del pianeta o dell’Universo”. Ecco la legge di risonanza, spiegata per mezzo della finzione in uno splendido libro fatto di immagini e suggestive scenografie.
“Ho una formazione incentrata sul cinema, lavoro in questo campo ed ho cercato di scrivere il mio libro come fosse la scenografia di un film”. Così Marzia Coltellacci svela la struttura del romanzo e confessa al pubblico di lettori che non gli dispiacerebbe se un domani il suo lavoro potesse diventare una pellicola cinematografica.
“Quando scrivo vivo le emozioni dei miei personaggi, piango con loro, rido con loro, gioisco e soffro insieme a loro”. Fragilità, amore, crudeltà e segreti, gli ingredienti perfetti di tre destini intrecciati l’uno all’altro, malgrado i tre protagonisti della vicenda ne siano completamente ignari. Uno snodo narrativo che riconduce il lettore e fa riflettere su cosa accada quando si tenta di modificare il corso degli eventi. Una riflessione profonda circa il senso delle nostre azioni per quell’equilibrio cosmico dettato dall’Universo. Una riflessione sull’amore e sulle scelte che si compiono nella vita.
Marzia Coltellacci, al termine della sua presentazione del libro, si è lasciata sfuggire una piccola confessione: “Ho scelto di laurearmi in scienze della comunicazione perché il mio sogno era fare la giornalista. Mi sono poi resa conto che quel modo di scrivere così schematico, troppo incasellato e rigidamente imposto nella forma e nello stile non mi si addiceva ed ho scoperto il fascino del romanzo”.
Gatti Alessandro
TusciaWeb Academy



