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Celleno – (sil.co.) – Non ha messo a rischio la salute degli ovini e neppure degli umani somministrando a pecore e agnelli medicine romene vietate in Italia.
E’ stato assolto dal giudice Silvia Mattei a distanza di cinque anni dal blitz dei Nas nella sua azienda, nel 2013, l’allevatore di bestiame di Celleno finito sotto processo per maltrattamenti agli animali ed esercizio abusivo della professione veterinaria. L’imputato era difeso dall’avvocato Claudia Polacchi.
Nell’allevamento furono sequestrati circa tre tonnellate di latte crudo e quindici confezioni tra antibiotici e antiparassitari. Per i militari del nucleo antisofisticazioni, l’allevatore avrebbe somministrato agli ovini dei farmaci di provenienza romena, non autorizzati in Italia e non prescritti dal veterinario.
Tra i testimoni del processo anche l’imprenditore Piero Camilli, titolare di una società che macellava e vendeva le carni degli animali comprati dall’imputato, il quale ha escluso la presenza di antibiotici negli ovini e negli alimenti.
“Gli animali provenienti da quell’allevamento erano tracciati, ovvero sottoposti a rigidi controlli per accertare che non fossero stati usati medicinali – ha detto in aula il patron della Viterbese, rispondendo all’avvocato difensore Claudia Polacchi – nessuna anomalia è mai stata riscontrata nelle carni che poi sono state macellate, altrimenti avrei dovuto interrompere i rapporti con l’allevatore e la sua azienda”.
Nessun dubbio sull’innocenza dell’imputato anche da parte di un veterinario che all’epoca dei fatti forniva la propria assistenza all’azienda. “Era tutto regolare”, ha detto il professionista, producendo le fatture che provano la costanza dei sopralluoghi da lui effettuati.
L’allevamento avrebbe inoltre superato a pieni voti anche l’ispezione disposta dal ministero della salute, come provato dai verbali dell’accertamento, depositati dal difensore Claudia Polacchi.

