Viterbo – La Talete interviene sul caso delle nomine cda e del presidente che avverranno nel periodo del ballottaggio.
“Mi preme chiarire – scrive il presidente di Talete Salvatore Parlato – con i diretti interessati le condizioni che hanno indotto lo scrivente a convocare prontamente l’assemblea dei soci per provvedere alla ricostituzione degli organi amministrativi.
Come ricorderete, in data 8 maggio l’assemblea dei soci ha approvato il Bilancio consuntivo 2017, determinando la necessità di procedere al rinnovo degli organi amministrativi.
Ciò a sua volta – spiega Parlato – determina l’obbligo, in capo al presidente che amministra in proroga, di convocare, entro i 45 giorni previsti dalla legge come limite massimo del suddetto periodo, l’assemblea dei soci per la ricostituzione degli organi, il cui termine ultimo, nel caso specifico, cade il giorno 23 giugno 2018.
L’eventuale inadempienza, sia in capo al presidente, sia in capo ai singoli soci, determina, fra le altre conseguenze, il sorgere di una responsabilità penale individuale nella condotta omissiva.
Pertanto – continua – l’azione intrapresa rientra nell’alveo delle regole previste per la sana e corretta gestione delle società pubbliche in house, e non può essere neanche lontanamente riconducibile ad un tentativo di forzare le scelte dei soci a favore degli attuali amministratori, né tantomeno di favorire una parte dei comuni i cui amministratori, che affrontano in questi giorni il confronto elettorale, mai nel corso del triennio di gestione hanno anteposto interessi personali o di partito al bene della società e al soddisfacimento dell’interesse pubblico che essa persegue.
Pur comprendendo la delicatezza del momento, si confida nella piena collaborazione da parte di tutti gli interessati affinché il superiore interesse collettivo venga preservato e si offre la più ampia disponibilità, nel perseguimento di tale scopo, nel rispetto della normativa vigente”.
