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“Non ci sono cazzi, dobbiamo vincere”

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Viterbo – (g.f.) – “L’importante è vincere, questo è il nostro motto”. A partecipare, Gian Marco Centinaio non ci pensa proprio. È in un centro sportivo Bullicame pieno di gente che l’esponente leghista fa il suo debutto da ministro all’Agricoltura.

A Viterbo per sostenere la lista alle comunali, invitato da Umberto Fusco che poco prima dal palco aveva annunciato, guardando le persone sul prato e sedute: “Chiudiamo i cancelli non c’è più posto”. Scherzava. Le porte sono rimaste aperte, tanto che poco dopo è entrato pure Centinaio.

Umberto Fusco, Gian Marco Centinaio e Giovanni Arena

Ci sono candidati e simpatizzanti, c’è l’aspirante sindaco del centrodestra Giovanni Arena. In prima fila, pure Goffredo Taborri, consigliere comunale uscente. Non si ricandida: “Sono stato invitato”. Seduto in un tavolo, si vede pure l’ex senatore Ferdinando Signorelli.

Sono venuti a salutare il neo ministro anche i vertici Coldiretti, il presidente della camera di commercio Domenico Merlani, il prefetto Bruno e il questore Suraci. Un brindisi e poi Centinaio comincia a farsi strada verso il palco. Non è facile. Lo fermano tutti, strette di mano e soprattutto. Tanti selfie. Per arrivare da Fusco e i candidati che lo aspettano, deve promettere che subito dopo tornerà. Di nuovo a fare foto e stringere mani.

Centinaio, al microfono, promette di tornare a Viterbo a parlare d’agricoltura, ricorda gli inizi del movimento nel Lazio con Fusco e soprattutto, fa presente a tutti il motto della Lega: “Per noi l’importante è vincere – spiega Centinaio – non c’interessa partecipare, non siamo secondi a nessuno, siamo persone per bene con un programma elettorale importante. Abbiamo un ottimo candidato sindaco, una bella lista e soprattutto un ottimo senatore”. È Umberto Fusco

“La prima persona che ho incontrato nel Lazio – ricorda Centinaio – parlava di popoli, dell’Italia unita anche quando noi dicevamo altro. Ha portato un’aria nuova nel movimento”. Insieme hanno girato in largo e in lungo il Lazio: “Quando ero coordinatore regionale, insieme abbiamo fatto chilometri e chilometri per portare avanti l’idea che si poteva fare la Lega anche oltre l’Umbria. Oggi che è diventato senatore, posso dire che è la realizzazione di un mio sogno”.

Ma è al 10 giugno che il ministro punta e lo fa capire in modo piuttosto chiaro: “Vi voglio vedere vincere, io voglio vincere. Non ci sono cazzi. Anche con 38 di febbre si va in giro lo stesso in queste ultime ore, dobbiamo farcela e mostrare un centrodestra ancora più forte di prima”.

Un messaggio lo manda anche al candidato Giovanni Arena, che ha accanto. “Sindaco, facciamo promesse ai cittadini – avverte Centinaio – e le dobbiamo mantenere, sennò tra cinque anni ci mandano a casa. Ma io sono certo che saremo in grado di governare cinque anni e poi altri cinque, con la forza delle nostre idee e dei nostri uomini”.

Arena, Centinaio, Fusco e Merlani

Poche ore prima d’arrivare a Viterbo, la fiducia alla camera. Racconta di esponenti Pd che ridevano e gridavano mentre parlava il premier Conte. “Se avete lavorato così bene, perché la gente non vi ha votato? Avevano promesso una riforma al mese, ma voi vi sentite meglio?”. Risposta negativa dal pubblico.

Visto che l’argomento Pd è avviato, ce n’è anche per l’ex presidente Gentiloni. “Sosteneva – ricorda Centinaio – che ormai si vedeva la luce dopo la crisi. Lo dico da ministro all’Agricoltura. Cambia enologo, perché il vino preso è sbagliato, per dire una roba del genere. La ripresa la vedeva solo il Pd”.

Rassicura sulla coalizione di centrodestra, che è solida nonostante l’intesa al governo con i 5 stelle. E poi promette di tornare a festeggiare la vittoria e non solo. “Non vi parlo d’agricoltura stasera – conclude Centinaio – ma verrò a parlare con le associazioni di categoria e gli agricoltori, per affrontare i problemi di chi lavora la terra. Perché noi siamo quello che mangiamo”.

Arena, Centinaio, Fusco e Bruno

Arena, Centinaio, Fusco e Bruno


Chiude Umberto Fusco, con un’anticipazione: “Oltre all’Agricoltura, Centinaio riceverà l’incarico anche per il Turismo e noi ne abbiamo d’argomenti di cui discutere, a cominciare dal termalismo”. Dopo il 10 giugno, ovviamente.


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