Viterbo – Condannata a 19 anni e 4 mesi la banda dei rapinatori gentiluomini. E’ stato condannato a 6 anni e 8 mesi Simone Franciosa, 6 anni e 4 mesi ciascuno, invece, a Massimiliano Meridiani e Domenico Palumbo.
Tre rapinatori seriali di banche in trasferta nella Tuscia dall’hinterland capitolino. Il pm Stefano D’arma ha chiesto complessivamente 17 anni per i tre banditi di Pomezia accusati dei due colpi del 19 ottobre e 19 novembre 2015 ai danni dell’Unicredit di Faleria e della Banca di Capranica credito cooperativo di Oriolo Romano.
Il collegio presieduto dal giudice Silvia Mattei, poco dopo le 17 di ieri, dopo circa un’ora di camera di consiglio, li ha condannati complessivamente a 19 anni e 4 mesi, tenendo conto dei precedenti patteggiamenti della banda per un terzo colpo in Ciociaria (e rimessi in libertà, dopo oltre due anni di domiciliari, dal momento che la pena di primo grado non è ancora definitiva).
In particolare è stato condannato a 6 anni e 8 mesi Simone Franciosa, l’unico imputato accusato otre che di rapina aggravata, sequestro di persona e ricettazione anche di evasione, in quanto andava per rapine mentre era agli arresti domiciliari (il pm aveva chiesto 6 anni). Sei anni e 4 mesi ciascuno, invece, a Massimiliano Meridiani e Domenico Palumbo, i due presunti complici per cui il pm aveva chiesto 5 anni e 6 mesi.
Personale e clienti, in entrambi i casi, furono legati mani e piedi con delle fascette di plastica da tre individui mascherati e armati di taglierino.
È il terzetto dell’operazione “The Mask 3”, individuato dagli investigatori viterbesi dopo l’arresto in flagranza del 26 novembre 2015 in seguito a una terza rapina a mano armata presso un istituto di credito in provincia di Frosinone. Nella primavera successiva finirono in manette anche per i colpi commessi a Oriolo Romano e Faleria.
In comune una parrucca di capelli grigi, un cappello con lo scorpione e un paio di scarpe da ginnastica, sempre gli stessi, ripresi ogni volta dalle telecamere della videosorveglianza.
Inchiodati dalle impronte e dal Dna e traditi dai tabulati telefonici, i tre malviventi nella Tuscia sono passati alla storia come rapinatori gentiluomini in quanto, dopo ogni colpo, per scusarsi infilavano nelle tasche delle vittime banconote da 50 euro.
Bottino complessivo oltre 30mila euro, i tre, fino a ieri ai domiciliari, sono stati arrestati dai carabinieri nel giro di quattro mesi, il 24 marzo 2016, nell’operazione “The mask 3”.
“The mask”, la maschera, perché i banditi, pluripregiudicati sempre in azione col taglierino in mano, per travisare i lineamenti si mascheravano con parrucche, occhiali, berretti e scaldacollo.
Sono stati però traditi dalle impronte, rilevate dai carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale nella banca di Oriolo Romano e sull’auto rubata trovata a 300 metri dall’istituto di credito.
Silvana Cortignani


