Soriano nel Cimino – Sabato 23 giugno. Giardini pensili di palazzo Chigi-Albani. Antonello Ricci e Banda del racconto omaggiano Luigi Pirandello con “Oltre – Fantasmi e personaggi, tigri e mostri meccanici – l’invisibile e il cinema secondo Pirandello”.
Oltre, l’invisibile e il cinema secondo Pirandello
L’iniziativa ricade nell’ambito del festival “Pirandello oltre – Teatro, fotografia, poesia (Omaggio a Ernesto Monaci in occasione del centenario della morte). Iniziativa organizzata dall’associazione Soriano Terzo Millennio Onlus. Con il patrocinio di Comune di Soriano nel Cimino, Studio di Luigi Pirandello – Istituto di studi pirandelliani e sul teatro contemporaneo, Università degli studi della Tuscia, USR Lazio ufficio X Viterbo e Liceo artistico Midossi.
IL PROGRAMMA
Ore 17.30 – Conferenza aperta, “Da Monaci a Pirandello (l’allievo che supera il maestro)”, a seguire: letture di alcuni brani e poesie pirandelliane con performance musicali
Ore 21.30 – Antonello Ricci e Banda del racconto (Laura Antonini e Pietro Benedetti alle letture, Roberto Pecci ai “sipari” percussivi) nel racconto surplace “Oltre – Fantasmi e personaggi, tigri e mostri meccanici, l’invisibile e il cinema secondo Pirandello”
Il testo di “Oltre” è tratto e adattato dal nuovo libro di Ricci, “Giardino e morte del signor Palomar e altre storie” (Davide Ghaleb Editore, 2018)
PIRANDELLO E L’OLTRE
Di Antonello Ricci
Eh sì, nessuno si stupisca: secondo la logica dirompente del collage, Pirandello fa rima con l’Arnold Schwarzenegger di “Terminator”. Perché nell’autore siciliano, come da un’infinita lontananza, sempre fa capolino un “oltre”. (E soprattutto: ma che paura fanno progresso macchine futuro!)
Nell’opus pirandelliana, tra la pagina e il mondo, tra le luci della scena e la penombra delle quinte, un commercio inquieto e indaffarato di revenant, una linea d’ombra: lungo la quale, come i vecchi dell’ospizio di Soriano nel Cimino fanno anticamera per la morte, una servetta di nome Fantasia accoglie alla vita la folla molesta dei personaggi-spiriti-in-cerca-d’autore.
Su quella stessa linea può accadere che il vento (che scuote i castagni di Pian della Britta ma anche le acacie del giardino romano di via Bosio) riporti in scena il sordo fragorio del mare africano. La figliastra dei Sei Personaggi, voglio dire, e la da-poco-defunta mamma di Luigi son due sorelle. Quanto somiglia, il Pirandello che più amo, al mago Cotrone dei “Giganti della montagna”! Siamo qui, contessa, agli orli della vita, gli orli si distaccano, accade l’invisibile.
Sono le mie, lucciole di mago. Il villino rosa di Soriano, insomma, gravido di presenze, come la casa natale dell’autore girgentino in località Caos (con affaccio su Porto Empedocle).
Ma non finisce qui. A parte novelle, romanzi e tavole di palcoscenico, c’è il cinema. C’è il contrastato-contraddittorio-fecondo rapporto di Pirandello con l’ultima arrivata fra le muse: attori e personaggi come larve che si dimenano infelici nell’effimero pulviscolo di luce della proiezione, fantasmi insoddisfatti evocati sulla squallida tela come in una seduta spiritica. C’è lo splendido articolo del 1929 sul terrore diffuso fra la gente di teatro “Se il cinema parlante abolirà il teatro”; c’è il fantasma del “Fu Mattia Pascal” per celluloide datato 1924; c’è, infine e soprattutto, il romanzo cinematografico del 1915 (“Quaderni di Serafino Gubbio operatore”): poema inquieto che immortala l’epica stagione del cinema muto. Dove si dispiega tutta la diffidenza pirandelliana per il progresso.
Dove la macchinetta del cinematografo si fa prodigio e mostro, grosso ragno nero in agguato sul suo treppiedi pronto a inghiottire vite umane per risputarle nella stupidità della finzione. Romanzo in cui, contrapposta alla cattiveria “consapevole” della manovella che gira-e-gira-e-trita-vite, entra in scena una tigre.
Bella e innocente, come una nostalgia di natura. Feroce di una ferocia sensuale quanto necessaria. Incolpevole e felice, essa altri non è che la vita.
C’è poi anche una donna che le somiglia tanto, si chiama Varia Nestoroff, a sua volta divoratrice di uomini ma sommamente infelice… Ma… non è giusto… se vi racconto tutto e subito… non c’è più gusto! Venite a trovarci, sabato sera, ai giardini pensili di palazzo Chigi-Albani a Soriano. Parola di Antonello Ricci e Banda del racconto: non ve ne pentirete!
