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Omicidio del Riello, Battaglia torna in carcere

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Sabato Louis Francesco Battaglia

Sabato Louis Francesco Battaglia

Viterbo Omicidio del Riello - Il luogo dell'aggressione

Viterbo – Omicidio del Riello – Il luogo dell’aggressione

Viterbo - Omicidio del Riello - Il luogo dell'aggressione

Viterbo – Omicidio del Riello – Il luogo dell’aggressione

Viterbo – Omicidio del Riello, è diventata definitiva la condanna a nove anni e dieci mesi di reclusione inflitta dalla corte d’assise d’appello di Roma a Sabato Battaglia. E nelle scorse ore il venticinquenne, che all’alba del 27 settembre 2015 nei pressi della rotatoria dell’Ipercoop ha ucciso con un pugno in faccia il 43enne di Caprarola Federico Venzi, è tornato in carcere. Ora è rinchiuso nel penitenziario di Massa, dopo che i carabinieri di Mulazzo lo hanno prelevato dalla comunità in cui stava scontando i domiciliari.

In quella comunità al nord della Toscana Battaglia si trovava da otto mesi. È stata la corte d’appello di Roma, davanti alla quale il venticinquenne ha patteggiato una condanna a nove anni e dieci mesi di reclusione, a concedergli gli arresti domiciliari. Si è trattato del primo caso in Italia dopo la reintroduzione del concordato in appello grazie alla riforma della giustizia Orlando.

Era il 29 settembre dello scorso anno, e i giudici di secondo grado accolsero la richiesta del difensore Antonella Durano.

Solo un mese fa l’avvocata Durano, rendendo nota la relazione della procuratrice della comunità Papa Giovanni XXIII di Arpiola di Mulazzo, a Tusciaweb spiegava: “Battaglia partecipa attivamente alla gestione operativa della casa e si è reso disponibile a entrare con atteggiamento positivo nelle dinamiche e negli approfondimenti relazionali effettuati, sia nei vari momenti di gruppo sia nei passaggi informali”. Inoltre, sottolineava la legale, “dalla relazione emerge chiaramente la conversione intrapresa dall’imputato il quale, come riscontrato, ha avuro modo di metabolizzare e riflettere sulla tragica vicenda che lo ha visto, suo malgrado, protagonista, comprendendone il disvalore”.

Anche grazie a questa relazione l’avvocata Durano aveva chiesto alla corte d’assise d’appello di Roma che Battaglia, che il tribunale di Viterbo aveva condannato a 12 anni di reclusione con rito abbreviato, scontasse i domiciliari non più in comunità ma presso l’abitazione di famiglia. Ma dalle scorse ore il venticinquenne è di nuovo in carcere.


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