Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Egregio direttore Urbani,
ho letto con stupore e incredulità la sua nota. La superficialità, che non le è solita, con cui parla di ex consiglieri, sa bene essere falsa, sono in carica per legge fino all’elezione del nuovo consiglio e del nuovo sindaco, pertanto, esercitare la propria funzione con sopralluoghi e verificare la partenza di lavori attesi da decenni, frutto dell’impegno dei cittadini e degli amministratori comunali, che hanno trovato accoglienza nella sensibilità dell’ex commissario Pierluigi Bianchi è un dovere civico ed amministrativo.
Totalmente falso affermare che abbiamo sostenuto un impegno economico del comune, facilmente dimostrabile dalla registrazione, e vietato dalla legge, mentre abbiamo affermato come la collaborazione degli abitanti, con gli amministratori e con l’ex commissario Bianchi ha risolto un atavico problema.
Peraltro un intervento che ha eliminato uno stato di pericolosità per gli abitanti e per chiunque liberamente frequentasse quel luogo.
Come sa, o dovrebbe sapere, la costituzione garantisce libertà di circolazione e movimento. Insomma, egregio direttore, un principio fondamentale del nostro ordinamento è la leale e fattiva collaborazione fra istituzioni, non subordinata al colore politico né al gradimento dei responsabili pro tempore.
Avremmo aspettato da lei una disponibilità a risolvere altri problemi drammatici per i cittadini li residenti, incompatibili con i principi di rispetto della dignità umana. Si faccia autorizzare, faccia un sopralluogo come il comune ha fatto, veda lo stato pietoso dei luoghi, e risolva i problemi come gli compete, senza piccarsi del legittimo lavoro di rappresentanza che altri hanno fatto e continueranno a fare anche se non gradito a qualcuno.
Ultima cosa direttore, apprendiamo dal suo dire che l’ente ha deciso, dopo aver aderito, di uscire dal progetto periferie, progetto che darebbe al quartiere Pilastro una risposta attesa, utile contro il decennale degrado, con motivazioni ignote e al comune sconosciute.
Si sostiene che sarebbe stato dato solo circa un terzo di fondi esterni e due terzi dall’Ater per la riqualificazione e l’ente non è in grado, ma che comunque si provvederà. Direttore mi permetta solo una domanda: pensa che i cittadini del Pilastro siano sciocchi? Posso assicurare che sanno bene che li private di un intervento agevolato da fondi governativi e da procedure snelle, per programmarlo il giorno del poi e l’anno del mai.
Leggeremo i vostri atti, che danneggiano un’intera periferia di Viterbo e ci auguriamo che nulla entri in questa vicenda la battaglia politica. Mai si deve far pagare ai cittadini, privandoli di loro sacrosanti diritti, le scelte libere e legittime delle istituzioni. Ci pensi direttore e buon lavoro, e non si inquieti ma l’espressione del libero pensiero, la garantisce (ancora) la costituzione.
Luisa Ciambella
Candidata a sindaca
Articoli: Ater: “Lavori al complesso del Pilastro, il comune non ci ha messo un soldo” – Ciambella: “Al via la riqualificazione del complesso Ater al Pilastro”
