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Pista rossa, prescrizione anche per Scapigliati

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Massimo Scapigliati

Massimo Scapigliati

Il pm Stefano D'Arma

Il pm Stefano D’Arma

L'avvocato Marco Russo

L’avvocato Marco Russo

Viterbo – Filone “pista rossa” e scuola della Quercia, processo addio. Esce di scena per prescrizione anche l’ex funzionario comunale Massimo Scapigliati.

Nel filone d’inchiesta c’era anche la presunta promessa di una tangente da 3mila euro in cambio del nulla osta della Soprintendenza per la ristrutturazione di un antico palazzo coperto da vincolo in via delle Conce, nel cuore del centro storico. 

Da qui l’ipotesi di concussione a carico di Scapigliati (che nell’ottica accusatoria sarebbe stato il tramite dei funzionari romani) a danno dell’ex assessore comunale Fabrizio Purchiaroni.

Ma tant’è. La maxinchiesta su appalti pubblici truccati e corruzione “Genio e sregolatezza” ha perso uno dei suoi filoni più pregiati, almeno sul fronte degli imputati. Sette in tutto: oltre a Fabrizio Purchiaroni, ex assessore allo sport e alla cultura, e a Massimo Scapigliati, ex funzionario all’ufficio cave e torbiere, anche il suo collega di studio, architetto Gianni Cardarelli; e poi Ferdinando Contessa, anche lui ex funzionario comunale, l’altro architetto Marco Ricci, l’ingegnere Massimo Aquilani e l’imprenditore Stefano Nicolai. Parte civile il Comune di Viterbo. 

Né colpevoli, né innocenti, perché ormai è tutto prescritto. Anche la presunta concussione di Scapigliati, difeso dall’avvocato Marco Russo, nei confronti di Purchiaroni, cui avrebbe chiesto tangenti per i funzionari della Sovrintendenza se avesse voluto accelerare le pratiche per la ristrutturazione di un antico palazzo coperto da vincolo in via delle Conce, nel cuore del centro storico.

No mazzetta, no party. Secondo Scapigliati l’unica via per fare presto sarebbe stata pagare una tangente da 3mila euro. Ma nel 2012 è arrivata la nuova normativa anticorruzione, grazie alla quale il presunto reato di concussione addebitato a Scapigliati è stato riqualificato in “tentata induzione indebita a dare o promettere utilità”. Senza alcun “riscontro” da parte di Purchiaroni che, come dichiarato al gip già il 17 dicembre 2009 – secondo la memoria e il verbale di cui ha chiesto l’acquisizione Russo – non sarebbe stato neanche lontanamente tentato dal fare dazioni di denaro per sveltire l’iter burocratico. 

Fatto sta il pm D’Arma ha rinunciato a sentire come parte offesa l’imputato Purchiaroni, permettendo al collegio presieduto dal giudice Gaetano Mautone di chiudere il processo nel giorno stesso dell’apertura con la formula del non luogo a procedere per intervenuta prescrizione. Compreso il riqualificato reato contestato a Scapigliati. 

Addio turbativa d’asta e rivelazione di segreti d’ufficio. Gli appalti al centro del processo riguardavano i lavori di ristrutturazione per 450mila euro della scuola della Quercia e la pista rossa pedonale di strada Bagni. 

Non solo appalti truccati. Le indagini della forestale andarono avanti, scoprendo anche presunti affidamenti di incarichi a professionisti predestinati. Sarebbe il caso degli architetti Ricci e Cardarelli e dell’ingegnere Aquilani. Stando agli atti dell’inchiesta, l’ex funzionario Scapigliati si sarebbe adoperato per ritagliare ruoli di primo piano ad Aquilani e Ricci nella gara per la scuola, garantendogli rispettivamente l’incarico di direttore dei lavori di ristrutturazione e responsabile della sicurezza su richiesta dell’assessore Purchiaroni. Idem – ma senza la presunta mediazione di Purchiaroni – per Cardarelli, “individuato a monte” dagli inquirenti come direttore dei lavori nell’appalto della pista rossa di strada Bagni.

Silvana Cortignani

 


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