Viterbo – “Pratiche inevase, l’Inps sta collassando”. Tempi biblici nell’erogazione delle prestazioni sociali a sostegno del reddito e pensioni, Cgil, Cisl e Uil dicono basta.
La situazione si è fatta insostenibile e di fronte al silenzio dell’istituto: “Ci vediamo costretti a denunciare pubblicamente uno stato di fatto inaccettabile – osserva Giancarlo Turchetti (Uil) – la colpa non è dei patronati se le pratiche si arenano, ma dell’Inps che non dà risposte”.
Calcolare quante sono le domande inevase non è semplice. Centinaia quelle solo in capo ai patronati delle tre sigle sindacali. Il che fa presupporre, visto che i patronati sono in tutto 24, come si arrivi al migliaio di persone in attesa di ricevere la prestazione per cui hanno presentato domanda.
“C’è chi è andato in pensione il 3 gennaio – osserva Fortunato Mannino (Cisl) – ma a oggi non ha ancora ricevuto l’assegno”. Per non parlare di sussidi alla disoccupazione, assegni di maternità o malattia.
“Al minimo accenno di una interpretazione difforme nelle domande – osserva Alberto Manzini (Cgil) – tutto si blocca per mesi e i patronati possono andare a discutere all’Inps solo due volte al mese e su appuntamento, che ti danno dopo settimane dalla richiesta”.
Senza contare le pratiche per lavori precoci o usuranti, evase dall’Inps di Rieti. “Assurdo – continua Manzini – che siano i lavoratori a doversi spostare. C’è una carenza d’organico, ma provvedessero con concorsi o mobilità fra enti pubblici. La situazione di Viterbo è la stessa in tutta la regione”.
Con una particolarità tutta locale: “Da oltre un anno – sottolinea il sindacalista Cgil – la direzione Inps non si degna di risponderci, nemmeno alle email. Tutto questo, nonostante la sottoscrizione da parte del direttore di un protocollo d’intesa con cui aveva preso impegni precisi con i sindacati”.
Documento che diventato carta straccia. “Del tutto disatteso – sottolinea Fortunato Mannino – questo è un attacco al lavoro dei patronati, non rendendosi conto che servono a decongestionare gli uffici Inps”. Più di quanto non lo siano già oggi.
“Le pratiche per gli asili nido – incalza Mannino – sono allucinanti, il recupero crediti Tfr comportano l’attesa di un anno o due”. Chi si rivolge ai patronati non se la prende con l’Inps. “Anche questo vogliamo ribadire – incalza Turchetti – non siamo noi sindacati a non istruire bene le pratiche. È l’istituto che non dà risposta. Il protocollo prevedeva, nel caso in cui non ricevessimo notizie entro 48 ore, d’inviare una email al direttore. Ma nemmeno lui risponde”.
Tempi lunghi, procedure complesse, come per le pratiche pensionistiche: “Suddivise in base alla lettera del cognome, fino alla L a Viterbo, il resto a Civita Castellana, con il risultato che non si sa dove andare a cercare il documento”.
E se l’Inps piange, l’Inail non ride. “Non fa più le visite mediche collegiali – spiega Mannino – per mancanza di professionisti. Avevano promesso d’incaricare un medico legale esterno, ma è tutto bloccato. Con il risultato che le pratiche d’aggravamento inevase finiscono tutte in tribunale”. In cause civili.
Lo sanno bene i responsabili dei tre patronati, Claudio Delle Monache (Inas Cisl), Marinela Andreini (Inca Cgil) e Ilaria Palese (Ital Uil), presenti all’incontro. “E l’assurdo è che i patronati istruiscono completamente le pratiche, sono pronte. L’Inps deve solo verificare i requisiti e poi liquidarle”. Sembra facile, ma a quanto pare non lo è”.
Giuseppe Ferlicca


