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“Senza eucarestia non c’è chiesa”

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Viterbo - La processione del Corpus Domini

Viterbo – La processione del Corpus Domini

Viterbo - La processione del Corpus Domini

Viterbo – La processione del Corpus Domini

Viterbo - La processione del Corpus Domini

Viterbo – La processione del Corpus Domini

Viterbo - La processione del Corpus Domini

Viterbo – La processione del Corpus Domini

Viterbo - Il vescovo Lino Fumagalli durante la processione del Corpus Domini

Viterbo – Il vescovo Lino Fumagalli durante la processione del Corpus Domini

Viterbo - La celebrazione del Corpus Domini

Viterbo – La celebrazione del Corpus Domini

Viterbo – “L’eucarestia è il sacramento che edifica la Chiesa e ci rende uniti. La Chiesa è formata da tante persone e dall’eucarestia è resa una e santa”. È il giorno del Corpus Domini e il vescovo di Viterbo Lino Fumagalli lo celebra con queste parole, ricordando innanzitutto cos’è la Chiesa. “Il corpo di Cristo presente nel tempo e nella storia. Senza eucarestia non c’è Chiesa e senza Chiesa non c’è Eucarestia”. Prima della processione, al duomo che si affaccia su piazza San Lorenzo dove con i fiori è stato composto il simbolo dell’eucarestia e della comunione. Stessa cosa davanti alla basilica di Santa Rosa. Un’infiorata preparata, per la prima volta, dai ragazzi delle parrocchie della Verità, Villanova, Sant’Andrea e Pilastro.


Multimedia: La processione del Corpus DominiI sacerdoti di ViterboVideo


Il Corpus Domini, come ha ricordato il vescovo durante la celebrazione, risale al 1247 e trova origine nella diocesi di Liegi, in Belgio, per celebrare la reale presenza di Cristo nell’eucaristia in reazione alle tesi di Berengario di Tours, secondo il quale la presenza di Cristo non era reale, ma solo simbolica. Il papa Urbano IV, con bolla Transiturus dell’11 agosto 1264, da Orvieto dove aveva stabilito la residenza della corte pontificia, estese la solennità a tutta la Chiesa traendo spunto dal miracolo eucaristico di Bolsena.

Fumagalli scherza con i bambini della prima comunione. Li interroga dall’altare chiedendogli del miracolo eucaristico. I bambini rispondono e vivono la cosa come un gioco. Tutt’attorno, i sacerdoti viterbesi, le confraternite, gli ordini religiosi e quelli cavallereschi, movimenti, associazioni, scout, religiose. I cittadini di Viterbo. Ascoltano le parole del vescovo. Ci sono anche i cori di tutte le parrocchie. Tra i banchi anche Paolo Moricoli, in rappresentanza del sindaco, e la consigliera Antonella Sberna. C’è anche l’ex consigliere regionale Daniele Sabatini.

Il richiamo del vescovo è all’unità della Chiesa e della sua comunità. Poi la processione per le strade della città. Piazza San Lorenzo, via cardinal La Fontaine, via Annio, via Cavour, Corso Italia. Infine, il santuario di Santa Rosa. Per strada tanta gente. Si fermano tutti, negozi e ogni altro tipo di attività. In silenzio. Si sente solo la voce del sacerdote che intona preghiere e ricorda gli ultimi, gli oppressi, le vittime della crisi economica, i commercianti costretti a chiudere.

Sfilano anche i bambini della prima comunione, i seminaristi e la banda cittadina. 

“L’Eucarestia – ha sottolineato infine il vescovo – è anche il sacramento che ci impedisce di disgregarci. Vivete la messa, costruite nuove comunità, unite e solidali. Costruite relazioni umane gratuite”.


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