- Viterbo News – Viterbo Notizie – Tusciaweb – Tuscia News – Newspaper online Viterbo – Quotidiano on line – Italia Notizie – Roma Notizie – Milano Notizie – Tuscia web - https://www.tusciaweb.eu -

Sfrattata occupa chiesa e finisce a processo, il parroco la perdona

Condividi la notizia:

Casa a fuoco sulla Teverina - I vigili del fuoco sul posto

Casa a fuoco sulla Teverina – I vigili del fuoco sul posto

Casa a fuoco sulla Teverina - I vigili del fuoco sul posto

Casa a fuoco sulla Teverina – I vigili del fuoco sul posto

Viterbo – Casa della parrocchia completamente distrutta dalle fiamme all’Acquarossa, don Egidio perdona la donna finita sotto processo per violazione di domicilio a causa dell’occupazione abusiva dello stabile nel quale si è sviluppato l’incendio una domenica mattina di quattro anni fa, il 16 novembre 2014 (fotocronaca – slide). 

“Non vogliamo soldi, la poveretta era stata sfrattata e aveva il marito gravissimo in ospedale. E’ un gesto di carità”, ha detto il sacerdote dal banco dei testimoni.

Un rogo devastante quello esploso sulla Teverina, come ha ricordato il parroco dell’Ellera-Paradiso, sentito ieri come parte offesa dal giudice Elisabetta Massini. L’imputata è difesa da Domenico Gorziglia. 

“Verso l’una e mezza mi hanno chiamato i carabinieri. Quando sono giunto sul posto con due collaboratori del consiglio economico della parrocchia, i vigili del fuoco avevano già spento le fiamme. C’erano delle persone, tra cui una ragazza che per circa un mese aveva dato saltuariamente una mano in chiesa. Era con due uomini, uno più giovane. Doveva avere legami con l’imputata”, ha detto descrivendo i luoghi.

“Dopo circa mezz’ora – ha proseguito – è venuta una donna dall’ospedale, dove era ricoverato il marito in gravissime condizioni. L’imputata è lei. Mi ha veramente fatto pena. Ha detto che aveva occupato la casa perché era stata sfrattata, che lei non stava bene e che il marito, cui aveva fatto nottata, era grave. Non so se sia ancora vivo”.

Momenti drammatici quelli raccontati da don Egidio: “Era tutto bruciato, ma lei chiedeva di entrare per recuperare i suoi effetti personali. Non l’hanno fatta passare, ma lei era disperata, quindi le hanno permesso di prendere almeno un baule”.

Nel frattempo la folla era aumentata. “C’erano altre persone, venute anche dalle case vicine, che conoscevano la donna sfrattata. Ho sentito subito comprensione, anche per il mio ministero. La poveretta stava vivendo una situazione tragica, pesante, non solo dal punto di vista economico, ma anche della salute del marito. Ho sporto querela, ma poi con l’avvocato abbiamo deciso di lasciare perdere”.

“Quella casetta, realizzata nella prima metà del Novecento, fino agli anni ’90 veniva utilizzata per dire la messa delle ore 10 tutte le domeniche mattina per i residenti della zona. Poi, avendo bisogno di ristrutturazioni ed essendoci la chiesa di Santa Barbara, è rimasta chiusa, con l’intenzione, qualche anno fa, di ricavarne una struttura per il gruppo scout della parrocchia, cui appartiene. Adesso è ridotta a un rudere a causa dell’incendio. Ma i soldi che abbiamo servono per i bisognosi, che sono la nostra priorità. C’è tanta gente che ha bisogno del sostegno della chiesa”, ha spiegato. 

“La porta della casetta era stata forzata ed era stata cambiata la serratura. L’ultima volta c’ero passato a maggio, prima delle cresime, comunioni e delle attività pastorali estive. L’incendio forse si è sviluppato a causa della vetustà dell’impianto. La casetta era chiusa, dovevano ristrutturarla per il gruppo scout della parrocchia”, ha ribadito il sacerdote al giudice Massini.

La parrocchia non si è costituita parte civile per i danni subiti e, con l’avvocato Antonella Fiore Melacrinis, sta valutando se rimettere la querela, come chiesto dal difensore Gorziglia per alleggerire la posizione dell’imputata, anche se il reato è procedibile d’ufficio.

“Io sono uso alla carità, non voglio appesantire la situazione di questa famiglia”, ha detto lasciando il tribunale don Egidio. 

Il 19 novembre saranno sentiti due testimoni della difesa, quindi si andrà a sentenza.

Silvana Cortignani


Condividi la notizia: